Smog record in Cina, l’esperto: “provocherà un immediato boom di morti, conseguenze drammatiche”

Inquinamento record in Cina, l’esperto del Cnr: “conseguenze immediate”

I livelli di inquinamento registrati in Cina in questi giorni sono cosi’ alti che ci saranno subito conseguenze sulla salute, con un aumento dei ricoveri e delle morti per problemi respiratori e cardiovascolari. E’ il parere di Giovanni Viegi, pneumologo e direttore dell’Istituto di biomedicina e di immunologia molecolare del Cnr, secondo cui per lo smog non esiste un ‘livello minimo’ di sicurezza. “Sicuramente c’e’ da aspettarsi un aumento della morbidita’ acuta dei pazienti con malattie cardiopolmonari – spiega Viegi in un’intervista concessa all’Ansa – , che sono i soggetti piu’ deboli, ma non e’ da escludere che ci siano in questi giorni anche morti per asma e altre patologie respiratorie. A questo si aggiunge una maggiore incidenza delle malattie infettive, perche’ le mucose dei polmoni sono ‘impegnate’ a combattere lo smog e sono quindi piu’ suscettibili all’attacco dei batteri“.

LaPresse/Xinhua
LaPresse/Xinhua

Secondo un rapporto recente dell’Oms sono 7 milioni i morti ogni anno dovuti direttamente o indirettamente all’inquinamento dell’aria, in buona parte concentrati proprio in Asia. L’Europarlamento ha invece stimato per l’Europa oltre quattrocentomila morti e fra i 330 e i 940 miliardi di euro in termini di costi per la salute. “Il problema e’ che l’inquinamento atmosferico non ha una vera soglia – sottolinea l’esperto -, se noi mettiamo un limite a 20 o a 10 microgrammi per metro cubo di pm10 non vuol dire che sotto non c’e’ effetto, rimane una percentuale di persone vulnerabili. L’Oms ha proposto soglie che sono meta’ di quelle accettate nell’Ue, ma purtroppo le lobby di quelli che continuano a emettere gas di scarico sono riuscite a impedire che l’Europa adottasse limiti piu’ stringenti”. Secondo il rapporto dell’Oms il 40% delle morti per ischemie cardiache e’ legato all’inquinamento outdoor, cosi’ come il 40% di quelle per ictus, l’11% di quelle per broncopneumopatia cronico ostruttiva, il 6% di quelle per cancro ai polmoni e il 3% di quelle per infezioni respiratorie acute nei bambini. Alcuni effetti dell’esposizione allo smog durante la gravidanza sono stati verificati anche nei neonati, con un minore sviluppo dei polmoni e un legame addirittura con il rischio di autismo. “E’ chiaro che i livelli cinesi sono fuori scala – sottolinea Viegi – ma anche nella pianura padana si sono avute concentrazioni anche di 300-400 microgrammi al metro cubo. A causare questi picchi e’ il fenomeno atmosferico chiamato inversione termica, che fa si’ che lo smog non si disperda”.