Stato d’emergenza in Francia: per le associazioni dei diritti umani le misure sono eccessive

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Arresti domiciliari per i sospettati, perquisizioni senza permessi dei magistrati e divieto di manifestare, queste sono alcune delle conseguenze dello stato d’emergenza proclamato in Francia

Il presidente francese Hollande si augura che “i molteplici eventi previsti” in occasione della conferenza Onu sul clima che avrà inizio lunedì a Parigi, possano avere luogo nonostante lo stato d’emergenza decretato dopo gli attentati del 13 novembre. Il capo dello Stato francese ha ricevuto oggi 14 rappresentanti di associazioni “particolarmente coinvolti nell’oggetto dei negoziati climatici”. Nell’occasione ha salutato “lo spirito di responsabilità” delle Ong di fronte ai vincoli di sicurezza e ha “confermato la sua volontà che i molteplici eventi previsti durante la conferenza possano aver luogo, nelle migliori condizioni”.

Dopo i attentati nella capitale francese, nei quali hanno perso la vita 130 persone, la Francia ha decretato lo stato d’emergenza, mettendo così ai domiciliari persone sospettate di rappresentare un rischio per l’ordine pubblico, svolgendo perquisizioni senza l’autorizzazione della magistratura e proibendo tutte le manifestazioni. Già 24 militanti ambientalisti sono stati messi ai domiciliari per evitare che manifestassero creando caos. La maggior parte delle manifestazioni per il clima sono state vietate, a Parigi, La Rochelle e Montpellier, e una catena umana si terrà domani a Parigi, vicino ai luoghi degli attentati, Bataclan in primis. Secondo alcune associazioni per i diritti umani, come Amnesty International e la Ligue des droits de l’Homme (LDH) le misure sarebbero eccessive, ma evidentemente necessarie per garantire la sicurezza.