Tumore alla prostata: i sintomi da non sottovalutare

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Quasi la metà degli uomini ignora i sintomi del tumore alla prostata. Ecco quali sono e come diagnosticare, curare e prevenire la malattia

Il 47% degli uomini ignora i sintomi del tumore alla prostata in stadio avanzato e 3 su 5 ignorano che il dolore di cui soffrono potrebbe essere correlato alla malattia Questo non deve sorprenderci. Il tumore alla prostata, infatti, nelle sue fasi iniziali è asintomatico.

SINTOMI: Quando la massa tumorale cresce, invece, dà origine ad una serie di sintomi: difficoltà a urinare (in particolare a iniziare), bisogno di urinare spesso sia di giorno che di notte, dolore nell’urinare, sangue nelle urine o nello sperma, dolore nell’eiaculazione, svuotamento incompleto della vescica. Quando la malattia progredisce, possono manifestarsi: difficoltà nel camminare, nel salire le scale, nell’addormentarsi. Se il tumore alla prostata è esteso ad altri distretti, provoca: mal di schiena, fianchi, cosce, spalle o ad altra zona per via della formazione di mestatasi; inspiegabile perdita di peso, affaticamento.

TUMORE PROSTATAFATTORI DI RISCHIO: Nonostante le cause di questo tumore siano sconosciute, sono stati individuati una serie di fattori di rischio: età (gli uomini oltre i 50 anni hanno maggiori probabilità di ammalarsi), razza (il tumore alla prostata colpisce, più frequentemente, gli afro-americani), familiarità (coloro che hanno avuto un padre, un fratello, uno zio con tumore alla prostata, presentano maggiori probabilità di ammalarsi), dieta (alimentazione ricca di cibi ad alto contenuto di grassi e povera di frutta e verdura), obesità, innalzamento dei livelli degli ormoni maschili, esposizione a inquinanti ambientali, fumo. Da ultimo sono in costante aumento gli studi che stabiliscono una correlazione tra la malattia e l’infiammazione (cronica o ricorrente) della prostata. Si pensa che virus, batteri, sostanze tossiche introdotte dall’esterno possano avere un ruolo determinante nell’insorgenza della malattia.

TUMORE PROSTATA COP OKFUNZIONI DELLA PROSTATA: La prostata o ghiandola prostatica, come noto, ha di norma la grandezza e la forma di una castagna, è situata direttamente sotto la vescica e circonda il tratto iniziale dell’uretra. La sua funzione principale è quella di produrre il liquido seminale, in particolare una sostanza chiamata PSA, che favorisce la qualità e la sopravvivenza degli spermatozoi. PSA è la sigla inglese di una sostanza proteica prodotta dalla prostata, l’Antigene Prostatico Specifico, che serve a facilitare la fluidificazione del liquido seminale dopo che questo è stato eiaculato. La maggior parte del PSA viene eliminato con lo sperma, ma una piccola quantità si riversa nel sangue, dove è possibile dosarlo. La sua posizione, vicina a vescica e uretra, determina anche un’influenza sulla minzione. DIAGNOSI: La diagnosi di tumore alla prostata avviene grazie all’esplorazione rettale, che consente di controllare lo stato di salute della prostata, identificando al tatto eventuali sue alterazioni. Con un dito guantato e lubrificato, il medico esegue la palpazione della prostata e dei tessuti circostanti. L’esame valuta dimensione, compattezza e consistenza della ghiandola prostatica, l’eventuale dolore causato dal contatto o dalla pressione sulla prostata, la presenza di zone dure o noduli. Occorre, inoltre, determinare i livelli di PSA nel sangue. Se dalla visita neurologica e dai valori di PSA emerge il sospetto di tumore, si procede all’ecografia prostatica transrettale ma la certezza la si può avere solo eseguendo la biopsia in anestesia locale, prelevando piccoli campioni provenienti da diverse aree della ghiandola prostatica. Se vi è la probabilità che il tumore si sia diffuso ad altre parti del corpo, vengono eseguite: scintigrafia ossea, risonanza magnetica e tomografia computerizzata.

TUMORE PROSTATA COPCURA: Per i pazienti anziani o con altre malattie gravi o in presenza di tumori di piccole dimensioni o con basso rischio, si parla di “vigile attesa”, ossia non sono previsti trattamenti ma solo controlli abbastanza frequenti per monitorare l’evoluzione della malattia, verificando eventuali cambiamenti. La terapia attiva si basa sulla chirurgia radicale(prostatectomia radicale), rimuovendo l’intera ghiandola prostatica e i linfonodi della regione vicina al tumore. Si tratta di un intervento curativo se la malattia è confinata alla prostata. Per i tumori in stadi avanzati, la chirurgia è associata a radioterapia e ormonoterapia. Una tecnica radioterapica è la brachiterapia. Per il tumore prostatico metastatico si preferisce la terapia ormonale per ridurre il livello di testosterone (ormone maschile che stimola la crescita delle cellule del tumore alla prostata) che presenta, tra gli effetti collaterali: calo o annullamento del desiderio sessuale, impotenza, aumento di peso, osteoporosi, perdita di massa muscolare e stanchezza. Inoltre, sono in fase di valutazione terapie locali quali: crioterapia (eliminazione delle cellule tumorali col freddo), HIFU (ultrasuoni focalizzati sul tumore); vaccini per spingere il sistema immunitario a reagire contro il tumore e distruggerlo, farmaci anti-angiogenici (che bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni , impedendo al cancro di trarre nutrimento, evolvendosi e sviluppandosi ulteriormente.

TUMORE PROSTATA 2PREVENZIONE: L’alimentazione ha un ruolo molto importante nella prevenzione del tumore alla prostata: scegliete una dieta ricca di fibre, vegetali, cereali integrali, legumi, verdura e frutta, povera di grassi saturi (es. presenti nelle carni rosse). Scegliete alimenti freschi, non raffinati, non trattati e senza ormoni. Si a olio d’oliva, frutta seccam pesce e thè verde; no a zuccheri in eccesso, fritti, fast food, alcool , nitrati e coloranti. Occorre praticare regolarmente attività fisica per raggiungere e mantenere un peso salutare. Non occorre fare sport a livello agonistico. Basta una semplice passeggiata di mezz’ora al giorno. Va sottolineata l’importanza di controlli regolari, del dosaggio plasmatico del PSA nelle sue 3 frazioni (totale, libero e rapporto libero/totale). Occorre sottoporsi a visita urologica ed ecografia prostatica trans-rettale ogni 12 mesi a partire dai 50 anni, mentre i soggetti a rischio devono sottoporsi a uno screening più precoce, a partire dai 40-45 anni, ad intervalli più frequenti.