Vega: il lanciatore fiore all’occhiello dell’industria spaziale italiana

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Il satellite europeo Elisa Pathfinder sarà condotto in orbita dal lanciatore Vega il prossimo 2 dicembre

“La capacità di fare il prime contractor, cioè la guida della capacità di lancio, e significa la possibilità di accedere allo spazio, è un catalizzatore della crescita” tecnologica e economica italiana, commenta Ranzo. Perchè, osserva, “Vega trascina l’opportunità di sviluppare altre competenze che via via si stanno rendendo necessarie” nel settore spaziale. Avio sta puntando molto sul Vega e con il lanciatore sta crescendo.

Avio ha appena inaugurato nello stabilimento di Colleferro i cantieri dei nuovi impianti industriali che serviranno alle lavorazioni dei lanciatori Vega C e Ariane 6, con un investimento di 35 milioni di euro entro il 2019, fondi “in parte privati e in parte pubblici, come tipicamente nel nostro settore” spiega il numero uno della società. Grazie a Vega, dunque, si potrà guardare con “più ottimismo e orgoglio allo sviluppo dell’industria spaziale italiana e di Avio. Poi però -avverte Ranzo- dobbiamo metterci anche molta tenacia perchè dobbiamo mantenere le posizioni conquistate, posizioni che non si mantengono per sempre vista la grande competizione internazionale”.

Il Vega, nei suoi primi sette voli, consentirà ad almeno sei Paesi diversi di accedere allo spazio. Paesi come il Vietnam, l’Estonia, il Kazakistan, il Perù, la Turchia. “Scenario che apre possibilità di relazioni strategiche per l’Italia, conclude Ranzo – E, cosa ancora più sorprendente, in questa rosa ci sono anche gli Stati Uniti, che non sono certo un Paese privo di risorse tecnologiche, eppure una delle società di Google, Skybox Imaging ha deciso di mettere in orbita i propri satelliti utilizzando proprio Vega”.