Viaggio in Valle d’Aosta nel fiabesco borgo di Etroubles [FOTO]

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Inserito tra i borghi più belli d’Italia, Etroubles è la dimostrazione di come la montagna sia riuscita a sopravvivere senza snaturarsi e cedere al turismo invasivo

Situato a 1270 metri d’altitudine, sorge Etroubles, un comune di 491 abitanti della Valle del San Bernardo, valle laterale della Valle d’Aosta. Inserito tra i borghi più belli d’Italia, situato in prossimità del confine con la Svizzera, era già noto ai Romani col nome di Restopolis, poiché situato sulla via di transito per il Colle del San Bernardo; percorso lungo il quale si sviluppò, in epoca successiva, anche la Via Francigena. Si tratta di un luogo in cui rigenerarsi, respirando un’incontaminata aria di montagna; un luogo arricchito, dal 2005, da un’esposizione a cielo aperto, “A Etroubles, avant tout sort passes”, una galleria d’arte permanente con le opere di artisti di fama mondiale.

ETROUBLES 3Etroubles incanta con le sue stradine in ciottolato, i fontanili da cui sgorga freschissima acqua del monte Velan, le abitazioni ristrutturate in pietra locale con i tetti in lose, i balconi sempre fioriti, i prati e gli alpeggi ben tenuti. Cosa vedere? La torre del XII secolo nella frazione di Vachery, il campanile in pietre di taglio su piano quadrato del 1480 con il seicentesco portone di legno scolpito, le costruzioni rurali in legno e pietra, la prima latteria turnaria della Valle d’Aosta del 1853, oggi sede del Museo Etnografico dedicato alla fontina, al burro e al seras, la prima centralina idroelettrica della Valle del Gran San Bernardo, la centrale Bertin del 1904, 5 cappelle che la parrocchia possiede nei principali villaggi. La regina dei sapori qui è la fontina. Quella d’alpeggio, più gustosa e profumata, è celebrata come la migliore della Vale d’Aosta. Tra i piatti tipici, fontina e pane nero; un pane di segale e frumento che era alla base dell’alimentazione delle famiglie. Etroubles è la dimostrazione di come la montagna sia riuscita a sopravvivere senza snaturarsi e cedere al turismo invasivo.