Virus dell’Hiv: in Africa l’incidenza aumenta negli anni precedenti ai conflitti

L’incidenza dell’Hiv è aumentata di 2,1 infezioni ogni 1.000 persone l’anno, nei 5 anni prima di un conflitto con almeno 25 vittime

Secondo un nuovo approfondito studio sul rapporto tra conflitti violenti e incidenza del virus dell’Hiv in Africa sub-sahariana, la situazione peggiore si registra nel periodo precedente lo scoppio delle ostilità. L’analisi, effettuata dalla statunitense Brown University, rileva che il tasso di nuove infezioni aumenta in maniera esponenziale nei cinque anni precedenti all’avvio dei conflitti. “Questo – spiega Brady Bennett, autore principale dello studio pubblicato sulla rivista ‘Plos One’ – indica che occorre intervenire negli ambienti sociali, politici e di assistenza sanitaria in quegli anni”. Altri studi avevano già confermato come la guerra influenzi l’epidemia di Hiv, ma con risultati contrastanti. Il nuovo studio si è basato sulle statistiche di incidenza del virus in 36 Paesi sub-sahariani, in un lasso che va dal 1990 al 2012, collegandole con i periodi di conflitto e di pace. L’équipe di ricerca è riuscita dunque a provare come l’incidenza saliva e scendeva in ogni Paese in relazione alla guerra, o comunque a conflitti interni violenti. Secondo l’analisi, rispetto ai tempi di pace, l’incidenza dell’Hiv è aumentata di 2,1 infezioni ogni 1.000 persone l’anno nei 5 anni prima di un conflitto con almeno 25 vittime. I ricercatori, inoltre, hanno rilevato come durante le guerre il tasso di incidenza diminuisca poi di 0,07 infezioni su 1.000, rispetto ai tempi di pace.