2015, addio all’anno più caldo di sempre: c’è lo zampino di “El Niño” e del suo “fiume troposferico”

Il 2015 molto probabilmente supererà il 2014 passando alla storia come l’anno più caldo di sempre: tutta colpa di El Niño

I dati parlano molto chiaro. L’anno che sta per chiudersi salterà in testa alle classifiche come uno dei più caldi in assoluto mai registrati da quando sono iniziate le prime rilevazioni meteorologiche. Uno dei più caldi in assoluto dell’ultimo secolo. Del resto le fortissime anomalie termiche positive registrate da mesi in gran parte della Terra, dall’Australia fino alla regione artica, parlano molto chiaro. Per non parlare delle migliaia di record di caldo assoluti sbriciolati in decine di stati, ed in vastissime aree continentali, dall’Asia al nord America, passando pure per l’Europa e l’Africa. Tanto caldo accompagnato da un regime termico sempre più elevato. Anche se ancora manca l’ufficialità da parte del NOAA il 2015 con molta probabilità riuscirà a battere persino il 2014, finora risultato come uno degli anni più caldi della storia climatologica.

Serie delle anomalie di temperatura media globale sulla terraferma e in Italia, rispetto ai valori climatologici normali 1961-1990. Fonti: NCDC/NOAA e ISPRA. Elaborazione: ISPRA.
Serie delle anomalie di temperatura media globale sulla terraferma e in Italia, rispetto ai valori climatologici normali 1961-1990. Fonti: NCDC/NOAA e ISPRA. Elaborazione: ISPRA.

Secondo un primo rapporto preliminare il 2015 chiuderà con una anomalia compresa fra +0.75°C /+0.80°C, che evidenziano una inarrestabile crescita del global warming. E purtroppo le previsioni per il 2016 sono tutt’altro che positive, grazie anche al grande evento di “El Niño” che proprio in questo periodo dell’anno ha raggiunto la massima intensità sul Pacifico centro-orientale, sprigionando una grandissima quantità di calore latente che comincia a immettersi nella bassa troposfera, con serie ripercussioni sul riscaldamento globale del prossimo anno. Non bisognerà stupirsi più di tanto se il trend climatico osservato in questo biennio 2014/2015 possa accelerare ulteriormente nel corso del 2016, nel momento in cui anche nella media e bassa troposfera si vedranno i massimi effetti del grande “El Niño” strong, in azione sul Pacifico equatoriale.

anomalie inizio febbraio 2014Del resto ogni grande episodio di “El Niño” verificatosi nella storia ha da sempre influenzato, in maniera anche significativa, l’andamento climatico terrestre, favorendo bruschi riscaldamenti che si ripercuotono su buona parte del nostro pianeta. Anche nelle aree lontane dal Pacifico, non direttamente esposte agli effetti diretti di questo fenomeno. Questo perchè durante il tipico pattern di “El Niño”, la presenza di forti anomalie termiche positive sulla superficie del Pacifico nord-orientale, con valori di circa +2.5°C +3.0°C rispetto la tradizionale media climatologica, trasferisce alle masse d’aria sovrastanti un ingente quantitativo di calore latente che gradualmente tende a salire fino all’alta troposfera.

el nino 1997 2015Giunte ad una certa altezza, quasi al limite con la stratosfera, queste masse d’aria molto calde, ma anche ricche di vapore acqueo, al traverso delle latitudini sub-tropicali, tendono a ridiscendere verso il basso (“Subsidenze atmosferiche”), andando ad alimentare la fascia anticiclonica, nota come “Cella di Hadley”, che solitamente insiste in questa zona. Quest’ultima, venendo supportata da questo “fiume troposferico” di aria particolarmente calda aspirata dalle calde acque superficiali del Pacifico orientale, molto più calde del normale, tende ad elongarsi lungo i meridiani, solitamente con due rami ascendenti più stretti del normale che si distendono al traverso della West Coast americana e dell’Atlantico orientale, convogliando su queste aree anche intense onde di calore.

noaa el nino 2In sostanza la circolazione atmosferica lungo i meridiani, grazie all’intensa quantità di “energia termica” fornita dalla calda superficie dell’oceano Pacifico, risulta più vigorosa del normale, incentivando così le spinte verso le alte latitudini dei promontori anticiclonici sub-tropicali, con un conseguente incremento delle intense ondate di calore dirette verso le alte latitudini. Come dimostrano le temperature eccezionalmente miti registrate in questi ultimi mesi fra il Regno Unito e la Scandinavia, dove purtroppo, proprio a causa di queste temperature insolitamente miti (e quindi con masse d’aria capaci di contenere maggior vapore acqueo) si sono verificate anche precipitazioni eccezionali che hanno determinato eventi alluvionali e gravi inondazioni.