Marconi, considerato un pazzo fino a quel momento, ottenne risultati talmente sorprendenti da conquistare l’opinione pubblica, la stampa e persino la stima dei colleghi più restii
Il 12 dicembre 1901 un giovane Guglielmo Marconi porta a termine la prima radiocomunicazione transoceanica. La prima lettere a essere riprodotta e “spedita” dall’altra parte dell’Oceano è stata la S, corrispondente a tre brevi segnali del codice Morse. La S era la prima lettera della famigerata parola “Sos“. Il “lancio” avvenne da Poldhu, in Cornovaglia, nel sudovest dell’Inghilterra, intorno alle ore 12.30 e fu tuilizzato un trasmettitore 100 volte più potente di quelli allora esistenti, pari a 15 kw. Il “ricevente” del messaggio, Persy Wright Paget, era a più di 3.000 km di distanza, con precisione su una collina vicino al porto canadese di St. John di Terranova, in Canada.
In quel momento si stava letteralmente facendo la storia, ponendo le basi per gli sviluppi del futuro. L’impresa, fino a qual giorno, era stata ritenuta fantascientifica da fisici di tutto il mondo. Fu un vero successo, e scienziati, inventori, stampa e opinione pubblica si resero immediatamente conto che si trattava di una svolta epocale. Come tutte queste opere geniali, però, l’impatto iniziale del progetto di Marconi era stato osteggiato sia da scienziati che da tecnici. Il celebre inventore, dunque, dapprima tacciato di ignoranza e considerato un folle, fu premiato dai risultati ricevendo, anche se tardi, onori e riconoscimenti. Tra questi, anche il premio Nobel per la fisica nel 1909, 16 lauree ad honorem fra cui quelle di Oxford e Cambridge, la nomina a membro onorario delle principali accademie ed istituti scientifici europei ed americani e nel 1914, a soli 40 anni, la nomina di senatore del Regno d’Italia, nella privilegiata categoria dei “benemeriti della Patria”).


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?