Sulla pagina facebook The Yorkshire Soap Company Limited una testimonianza con le foto del disastro
Ieri sera, alle ore 20,00 italiane (ore 19,00 in Inghilterra) è comparso su internet un messaggio che suona come un disperato appello. L’account facebook “The Yorkshire Soap Company Limited” pubblica una testimonianza importante che riguarda le inondazioni che stanno flagellando le contee dello Yorkshire e del Lancashire.
“Il nostro bel negozio di Hebden Bridge” paese di 4.500 abitanti situato nell’ovest della contea dello Yorkshire, in Inghilterra “ancora una volta è stato devastato dalla peggiore alluvione che si sia mai verificata nella città, anche peggiore di quella del 2012. Stiamo aspettando che l’acqua defluisca per poter cominciare a ripulire di nuovo tutto. L’acqua ha consumato il bancone del negozio ed è arrivata agli interruttori della luce, le barriere sono state inutili, l’acqua le ha superate di oltre due piedi. Noi, come molti altri in questo momento, abbiamo bisogno del vostro supporto, perché la nostra assicurazione non vuole pagare i danni…”
Questo è un problema serio, visto che il nord dell’Inghilterra, sempre più spesso, è soggetto a tali eventi alluvionali, molto probabilmente anche per via dei cambiamenti climatici, di cui tanto si è parlato nell’ultima riunione fra i più alti vertici dei governi, tenuto a Parigi poche settimane fa.
Come fa un privato cittadino o, ancora peggio un negoziante, a doversi rimettere in sesto senza l’aiuto della propria compagnia assicurativa?
“…Noi riapriremo di nuovo, ma questo potrebbe richiedere del tempo. Il nostro cuore va alle famiglie le cui case sono state devastate da questa terribile alluvione, di nuovo. Tenetevi al sicuro e preghiamo affinché stasera smetta di piovere.”
Purtroppo, invece, la pioggia è caduta incessante per tutta la notte.
Auspichiamo un impegno maggiore nei confronti dei cittadini, che non possono, dopo ogni disastro, rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo. Serve più attenzione e scrupolosità da parte dei governi e degli enti assicurativi, affinché non siano sempre i soggetti più vulnerabili a pagarne le conseguenze.








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