Il telerilevamento eseguito sui ghiacciai delle Alpi Giulie ha mostrato che questi sono in una situazione di stabilità
La Helica ha eseguito un telerilevamento dei ghiacciai delle Alpi Giulie, utilizzando la strumentazione Lidar. L’attività è stata richiesta dal Cnr e dall’Università di Trieste, allo scopo di raccogliere tutti i dati necessari per produrre analisi tridimensionali; così da poter determinare i bilanci di massa, le variazioni di fronti e i mutamenti areali e volumetrici dei ghiacciai. Sulle Alpi Giulie sono presenti 14 piccoli ghiacciai, conosciuti come “very small glaciers” e “glacierets”, che sono collocati sul Montasio occidentale, sul Canin orientale, nella conca Prevala e altri, tutti con uno spessore dai 10 ai 30 metri. Questi ghiacciai si trovano in una zona particolarmente soggetta a precipitazioni nevose e piovose e, dove sono frequenti le valanghe. Dalle analisi è emerso che questi ghiacciai sono in una situazione di stabilità, per quello che concerne il volume e l’estensione. Dopo un periodo di riduzione del 90%, hanno raggiunto adesso la stabilità. Renato Colucci del Cnr di Trieste, ha spiegato che “con i rilievi di Helica, riusciamo a tenere monitorata la situazione che, con le risultanze climatiche, ci consentono di capire l’evoluzione di un fenomeno globale, di cui i piccoli ghiacciai delle Giulie, con il loro comportamento, sono sentinella“. Il Cnr di Trieste insieme all’ateneo triestino e al Parco Naturale Prealpi Giulie, ne controlla l’evoluzione da circa due anni. E mentre “i grandi della terra, si sono ritrovati per parlare proprio del global warming. Lo studio attento dei dati che riusciamo a garantire si presenta come strumento fondamentale per le decisioni che i Paesi devono prendere per la salvaguardia dell’intero pianeta“, conclude Christian Peloso, manager di Helica.


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