La Cina ha registrato livelli di inquinamento record ed ha deciso di combattere l’inquinamento adottando il progetto dell’architetto Boeri
La Cina, negli ultimi giorni, ha registrato livelli record di inquinamento. Per questo motivo, il governo ha deciso di realizzare una città totalmente green. Il progetto è stato discusso al centro congressi di Le Bourget, dove è attualmente in corso la XXI Conferenza delle Parti, di Parigi. E mentre si è svolta la prima giornata di negoziati politici, è stato dato largo spazio alla questione cinese, il cui progetto è stato affidato all’architetto Stefano Boeri, dalla municipalità di Shijiazhuang, capitale della regione dell’Hebei e città più inquinata della Cina. Il progetto prenderà spunto dal “bosco verticale” lanciato a Milano da Boeri con Expo2015 e vedrà la costruzione di un modello di sviluppo urbano, dove gli edifici hanno lo scopo di assorbire l’anidride carbonica emessa dalle miniere di carbone vicine. “Un progetto straordinario – spiega l’architetto – proprio perché é nella cittá piú inquinata della cina. L`idea é costruire una cittá compiuta per 100 mila abitanti che avrá piú di 150 edifici sul modello del bosco verticale e che dará un contributo straordinario a pulire l`aria, oltre che dal punto di vista della biodiversitá ed energetico, quindi é davvero un modello alternativo a quello della crescita attuale delle megalopoli cinesi che sono una conurbazione di periferie“. “Il governo cinese sta iniziando a ragionare su un modello diverso politico e culturale di organizzazione, e da questo punto di vista il fatto che sia l`Italia, la cultura italiana a dare una mano é bellissimo“, continua Boeri. Il successo del progetto è dovuto al fatto che questo “racconta bene come oggi sia possibile realizzare un`architettura alta, autosufficiente dal punto di vista energetico, che ospita migliaia di specie vegetali diverse ed ospita la biospecificitá delle specie animali come gli uccelli, che produce ossigeno e consuma e assorbe CO2“. “L’edificio pulisce l`aria, e questo spiega anche perché c`è stata attenzione e richiesta verso quelle che sono le nostre tecnologie italiane e come oggi l’Italia possa giocare un ruolo nei paesi in via di sviluppo per esportare un modo diverso di costruire le cittá“, conclude l’architetto.


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