Anche per i Balcani e buona parte delle pianure Danubiane il Dicembre 2015 passerà alla storia come uno dei più miti e siccitosi della storia, causa la presenza ingombrante dell’anticiclone europeo. In alcune aree fra Ungheria, Serbia e Bosnia Erzegovina il deficit idrico comincia a farsi sentire. Ma per fortuna la situazione è destinata a cambiare, anche se non prima di fine anno e dei primi giorni di Gennaio, quando lo sviluppo di un solido promontorio anticiclonico di blocco in prossimità della Scandinavia, con un cuneo diretto verso Capo Nord e la penisola di Kola, contribuirà ad “avvettare” un blocco di aria molto gelida, per non dire gelida, d’estrazione artico continentale, fino alle Repubbliche Baltiche, la Bielorussia e l’Ucraina.
Lungo il bordo sud-orientale di questa impalcatura anticiclonica si verrebbe ad attivare un moderato e gelido flusso “retrogradato” che dall’Ucraina si espanderebbe fino ai Carpazi e a buona parte dell’area balcanica, dall’Ungheria fino alla Macedonia, determinando un brusco calo termico e il ritorno del freddo e del gelo, ma soprattutto della neve fino a quote pianeggianti su molte città e località ad est dell’Adriatico.


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