L’Italia passa dal 16° all’11° posto grazie alla considerevole riduzione delle emissioni (-16,1% nel 2013 rispetto al 1990)
Il rapporto annuale di Germanwatch sulla performance climatica di 58 Paesi del pianeta che rappresentano oltre il 90% delle emissioni globali, realizzato in collaborazione con Legambiente per l’Italia, ha svelato che ci sono soprattutto Paesi europei nella top 10 della classifica. La performance di ciascun paese è valutata attraverso il Climate Change Performance Index (CCPI) e si basa per il 60% sulle sue emissioni per il 20% sullo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, e per il restante 20% sulla sua politica climatica nazionale e internazionale.
Escludendo le prime tre posizioni, che non sono state attribuite perché nessuno dei Paesi ha raggiunto il target dei 2°C, il rapporto presentato alla Conferenza sul Clima ha classificato al quarto posto la Danimarca, seguita da Regno Unito, Svezia, Belgio, Francia e Cipro. L’Italia passa dal 16° all’11° posto grazie alla considerevole riduzione delle emissioni (-16,1% nel 2013 rispetto al 1990) dovuta all’importante contributo delle rinnovabili (al 6° posto per il trend di sviluppo delle fonti pulite) e dell’efficienza energetica combinato con la perdurante stagnazione economica. Il Bel Paese, però, si piazza in fondo alla classifica (51° posto) per le politiche nazionali per il clima. Importanti passi avanti di India, Stati Uniti e Cina, che si posizionano rispettivamente al 25°, 34° e 47° posto. Il rapporto “evidenzia un forte rallentamento della crescita delle emissioni globali di CO2, che ormai tendono a stabilizzarsi. Trend positivo dovuto al considerevole sviluppo delle rinnovabili, che nel 2014 hanno registrato il 59% della nuova potenza elettrica installata a livello globale superando, per la prima volta, la potenza combinata delle nuove installazioni di centrali fossili e nucleari,” spiega Legambiente.


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