Clima, e se fosse tutto un grande bluff? Gli esperti esclusi da Parigi: “il global warming s’è fermato da 20 anni”

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Clima, non tutti gli esperti sono d’accordo sull’entità del global warming e sulla conferenza del clima a cui partecipano capi di stato, politici e istituzioni ma pochi esperti

Entra nel vivo la conferenza sul clima di Parigi, dove sono riuniti i big del mondo intero ma pochi esperti di climatologia: i capi di stato vagliano i dati e le analisi dell’IPCC da cui risulta inequivocabile l’entità e la gravità del riscaldamento globale e la sua causa antropica. L’accordo politico per il taglio di emissioni inquinanti, ritenute alteranti del naturale corso climatico del pianeta, è lontanissimo. Cina e India hanno subito messo in chiaro che non possono “bloccare il proprio sviluppo utilizzando le fonti fossili tradizionali”, mentre il Nicaragua s’è già defilato da ogni tipo di accordo e probabilmente è solo l’inizio perchè saranno molti Paesi a non seguire i “big” occidentali. 

1409668100834_wps_18_WUWT_pngMa a prescindere dallo sviluppo della conferenza, in questi giorni c’è anche chi denuncia un presunto “bluff”. Alcuni esperti esclusi dagli studi dell’IPCC al vaglio dei big del mondo a Parigi asseriscono che il riscaldamento globale sarebbe fermo da 20 anni e che in realtà c’è un eccessivo catastrofismo nella trattazione dei cambiamenti climatici. In realtà i dati ufficiali dimostrano, di anno in anno e di mese in mese, come il pianeta si stia riscaldando e ogni stagione possiamo notare sulla nostra pelle gli effetti di questo cambiamento, in termini di fenomeni meteo estremi e caldo anomalo fuori stagione.

Ross McKitrickMa c’è anche chi non la pensa così, come il professor Ross McKitrick, docente dell’Università di Guelph in Canada. Ha realizzato alcuni studi che dimostrerebbero come la temperatura del pianeta sia in realtà rimasta pressoché costante dal 1995. Il global warming, quindi, si sarebbe interrotto esattamente 20 anni fa, con temperature stazionarie negli ultimi due decenni dopo il boom precedente.

Ka-kit TungUn altro gruppo di ricercatori guidato dal professor Ka-kit Tung, docente presso l’Università di Washington, ha pubblicato alcune ricerche che testimonierebbero come le reali cause dei cambiamenti climatici siano dovute fondamentalmente all’attività solare, e che l’evoluzione climatica della Terra dipende in modo molto connesso con i cambiamenti di salinità degli oceani, che innescano una serie di effetti a catena (tra cui l’attualissimo fenomeno di El Niño). In tutto il mondo sono numerose le teorie “alternative” rispetto a quella più diffusa sui cambiamenti climatici.

maxresdefaultIn Europa c’è il recentissimo caso di Philippe Verdier, “Monsieur Météo”: lo storico meteorologo della tv francese Météo deFrance 2 licenziato dopo la pubblicazione del suo libro, intitolato “Climat Investigation”, in cui contrastava la teoria predominante sul riscaldamento globale e criticava proprio la conferenza sul clima di Parigi. In modo specifico, Verdier denuncia i “i partigiani del riscaldamento globale” di essere “troppo allarmisti” e parlava nei loro confronti di “catastrofismo è esagerato”.

1409668406492_wps_20_Hadcrut_4_JPGPrecisamente, nel suo volume Verdier parla di “manipolazioni” dei dati scientifici, di “conflitti di interessi” in seno alle più grandi organizzazioni che chiedono la riduzione delle emissioni e di “scandalo planetario” a riguardo del catastrofismo ingiustificato, vista la confusione sui dati e i dubbi sull’origine umana di molti fenomeni climatici. Attacca poi le lobby, le ong ambientaliste e i governi. Nel suo libro, infatti, è contenuta anche una lettera aperta rivolta al presidente della Repubblica François Hollande in cui rivolgendosi all’inquilino dell’Eliseo, Verdier scrive: “Tra due mesi la Francia accoglierà la COP21, conferenza delle Nazioni Unite sul clima. I suoi uomini l’avranno sicuramente informata che non servirà a niente, esattamente come le venti precedenti. Allora perché continuare a far finta di salvare il pianeta? Da più di un anno, un refrain “green” sull’avvenire del pianeta ritorna in ogni suo discorso. Lei esagera ogni volta per sottolineare la sua volontà di riunirsi con le altre potenze e sventare il cataclisma annunciato. Ma nelle sue parole ritrovo a stento la sincerità e l’intenzione di agire in modo posato e costruttivo. Nelle sue mani, il clima non è che una carta come tutte le altre”.

1077806_fDopo la pubblicazione è stato licenziato dalla televisione governativa francese (lavorava nell’equivalente di Rai 1 in Italia) e ha commentato il gesto così: “Mi è arrivata una lettera in cui mi si chiedeva di non tornare al lavoro e questo non ha niente a che fare con il mio lavoro ma ha molto a che fare con il mio libro. Non sono una vittima, ma è proprio come scrivo nel libro: ogni opinione contraria al catastrofismo sul riscaldamento climatico deve essere eliminata e ora mi attaccano sul mio lavoro. Nel mio libro ho scritto che sarei diventato un paria pubblicandolo. Ecco, penso di aver previsto bene una parte degli avvenimenti che sarebbero accaduti“.

Adesso, è proprio notizia di ieri, Verdier ha trovato un nuovo lavoro (sempre come meteorologo) ma è dovuto andare in Russia per non essere censurato.

Robert Stavins, the Albert Pratt Professor of Business and Government at the John F Kennedy School of Government at Harvard University.C’è anche Robert Stavins, professore all’università di Harvard, che di recente durante un meeting sul clima a Berlino ha messo sotto accusa le “manovre dei governi, delle istituzioni legate alle Nazioni Unite e delle diverse organizzazioni ecologiche per far credere al riscaldamento climatico e ai cambiamenti del clima“. Al meeting di Berlino il professore era uno dei due coordinatori di un rapporto chiave che sarebbe dovuto essere pubblicato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Il rapporto era legato alla cooperazione fra i paesi per la riduzione di emissioni di carbonio.

1409668743938_wps_22_Hadcrut_JPGNel gruppo di lavoro Stavins era affiancato da un altro scienziato e entrambi erano attorniati da una cinquantina di rappresentanti governativi. La maggior parte di questi funzionari aveva fatto notare che il rapporto non era conforme ai loro interessi e ai negoziati multilaterali che erano stati condotti in altre sedi.
Le conclusioni a cui giungevano i due scienziati disturbavano i loro piani ed era stato loro imposto di cancellare almeno i due terzi di quanto avevano scritto.

Una delle conclusioni fatte da Stavins è che i rapporti sul clima sono essenzialmente dettati dai politici e i cittadini non hanno accesso alle vere informazioni. I rapporti sul clima che vengono pubblicati hanno poco valore scientifico, sono profilati da interessi politici e finanziari e servono a impaurire le persone facendo temere loro le cosiddette “catastrofi climatiche”. Tutto il contrario rispetto alle convinzioni dei big del Pianeta a Parigi, anche se alla base del (probabile) nuovo mancato accordo ci sono anche i dubbi di alcuni leader mondiali su queste teorie. E se davvero i “complottisti” climatici avessero ragione?