Clima, il ministro francese Segolene Royal: “confermate risorse per Paesi poveri”

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“I Paesi africani ripetono che sara’ piu’ facile passare alle energie rinnovabili quando smetteranno di essere piu’ costose rispetto al petrolio. E’ la questione alla base della transizione energetica dalle energie fossili alle rinnovabili”. Per questo sono centrali i finanziamenti dai Paesi ricchi a quelli poveri, “e i finanziamenti sono confermati: 100 miliardi da adesso al 2020 e poi 100 miliardi all’anno a partire dal 2020. Ma sara’ importante precisare come e da chi verranno spesi quei soldi, per quali progetti”. Lo afferma il ministro dell’Ecologia Segolene Royal, a capo della delegazione francese alla Cop21, in un’intervista al Corriere della Sera in cui fa il punto sulla prima settimana del summit Onu di Parigi sul clima. Royal si mostra positiva sui negoziati. “Siamo in una fase che non dobbiamo drammatizzare. Abbiamo un primo testo, lo stiamo migliorando. Dalla prossima settimana saremo noi ministri a occuparcene”, dice. Sul possibile freno che arriva dall’India, “la loro e’ una posizione piu’ difficile, devono ancora raggiungere un certo grado di sviluppo per tutti i cittadini e temono che le limitazioni alle energie fossili allontanino questo traguardo. Ma allo stesso tempo il primo ministro Narendra Modi mi sembra convinto della necessita’ della transizione energetica”. Quanto alla posizione degli Usa, “il presidente Obama e’ molto determinato. Intanto puo’ fare molto basandosi sul Climate Act americano, e poi sente di avere dalla sua parte l’opinione pubblica”, dichiara Royal. “Un sondaggio diffuso lunedi’ scorso indica che due terzi degli americani vogliono un accordo giuridicamente vincolante. La sera a cena con Obama il presidente ne era molto colpito, ha detto che poteva fare leva su questo sondaggio per giustificare un atteggiamento piu’ offensivo contro il riscaldamento climatico. Sono in corso delle dinamiche positive, occorre fare prova di immaginazione”.