Clima: l’Italia firma l’appello taglia-sussidi per i carburanti fossili

Alla maxi-conferenza Onu sul clima in corso a Parigi, l’Italia fa parte della coalizione che ha rivolto un appello alla comunita’ internazionale per eliminare gradualmente tutti i sussidi ai carburanti fossili. L’iniziativa, battezzata ‘Friends of Fossil Fuel Subsidy Reform’, in sostanza si traduce in un manifesto, che ha riunito quasi quaranta governi, oltre ad aziende e organizzazioni internazionali.  Nell’elenco dei Paesi sottoscrittori, l’Italia si ritrova insieme ad altri big europei, a partire da Francia, Germania, Gran Bretagna e Olanda, ma compaiono anche Usa e Canada. Fra le organizzazioni figurano l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) e l’Ocse. L’obiettivo, definito chiaramente nel manifesto (http://fffsr.org), e’ quello di “accelerare” gli sforzi per eliminare sussidi ai carburanti fossili, promuovendo politiche trasparenti, una riforma ambiziosa e un sostegno mirato ai piu’ poveri. I governi nel mondo spendono ogni anno oltre 500 miliardi di dollari di risorse pubbliche per calmierare i costi di petrolio, gas e carbone, e rimuoverli significherebbe un taglio dei gas serra del 10% per il 2050. “Mantenendo i prezzi artificialmente bassi, i sussidi ai carburanti fossili incoraggiano gli sprechi, a discapito delle energie rinnovabili, e deprimono gli investimenti nell’efficienza energetica” si legge nel manifesto sottoscritto anche dall’Italia. Secondo l’agenzia internazionale per l’energia (Iea) una riforma di questi sussidi e’ “una priorita’ urgente”. Secondo Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione Onu sul clima (Unfccc), “le enormi cifre” di cui si parla “potrebbero essere spese meglio in scuole, assistenza sanitaria, energie rinnovabili” e “il prezzo attuale del petrolio, molto basso, e’ una buona occasione per fare dei passi avanti su questo fronte”.