Clima, oceani a rischio. L’appello da Parigi: “difenderli cruciale per il futuro della Terra”

Appello alla Conferenza del Clima di Parigi per difendere gli oceani: “la politica non dimentichi che sono il cuore della civiltà”

Le trattative in corso alla Conferenza Onu sul clima non devono dimenticarsi del bisogno di tutelare gli oceani. E’ il messaggio lanciato da una lunga lista di istituzioni internazionali, Unesco in testa, organizzazioni non governative e leader politici, nel secondo degli ‘Ocean Days’ organizzati dalla societa’ civile a margine della Cop 21. “Stiamo soffrendo gli effetti di questa annosa separazione tra il mondo marino e le cosiddette normali attivita’ umane – ha dichiarato in un dibattito il principe Alberto di Monaco – Continuano a tenere il tema degli oceani a margine dei negoziati, la Cop 21 sta a modo suo prolungando il problema”. In questo contesto, ha aggiunto, “il nostro primo dovere e’ ricordare che il mare e’ al cuore della nostra civilizzazione, e riaffermare che vi siamo tutti collegati”.

oceani fondaliGli oceani, sottolinea una nota della Commissione oceanografica internazionale (Coi) dell’Unesco, assorbono una quantita’ importante di CO2 e di calore in eccesso, e allo stesso tempo sono “uno dei piu’ importanti sistemi di sostegno della vita su questo pianeta”. Ma il riscaldamento dell’atmosfera, l’inquinamento, la pesca eccessiva, le attivita’ umane non sostenibili nelle aree costiere oggi “esercitano una pressione enorme sugli oceani del mondo, sulle coste e sugli ecosistemi marini”. Con conseguenze nefaste come l’acidificazione, la de-ossigenazione e l’aumento della temperatura delle acque, l’intensificazione delle tempeste, l’innalzamento del livello del mare e la riduzione della biodiversita’ marina.

OceanoL’importanza del tema per la vita umana emerge ancora piu’ chiaramente se si considera, ha sottolineato ancora Alberto di Monaco, che “il 40% della popolazione mondiale abita a meno di 60 chilometri dalle coste, e il fenomeno dello sviluppo costiero probabilmente si accentuera’ nei prossimi decenni, spinto dal turismo e dalle migrazioni”. A questo si aggiunge una rilevante componente economica: la cosiddetta economia del mare ha dimensioni rilevanti ed in espansione, e circa l’80% degli scambi commerciali avvengono oggi via mare. Cio’ implica da un lato la necessita’ di lavorare per consentire al settore di continuare a svilupparsi, ma dall’altra verificare che lo faccia in modo sostenibile. Su quest’ultimo aspetto, un gruppo di Ong supportate dal governo danese hanno oggi voluto attirare l’attenzione, invitando a non “far passare ‘off the radar'” la questione delle emissioni di CO2 generate dalle enormi navi porta container.