L`ultima versione dell`accordo sul clima indica come obiettivo quello di mantenere il livello medio dell`aumento della temperatura ben al di sotto dei 2 gradi Celsius” rispetto ai livelli preindustriali e di “proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 gradi”. Una formulazione che, fra le tre previste inizialmente, rappresenta quella intermedia con un`opzione aperta verso la migliore. Ma la Terra nel frattempo si e` gia` riscaldata di quasi 1 grado. Per questo, nel mondo scientifico, traspare una certa perplessita`: se da un lato infatti l`obiettivo finale e` in linea con le raccomandazioni scientifiche (e in pochi credevano che su questo sarebbe stato raggiunto un compromesso tra 196 paesi), gli strumenti previsti nell`accordo non sembrano essere adeguati allo scopo.
“Non combacia, le due cose non stanno insieme – spiega ad askanews Hans Joachim Schellnhuber, Direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) – voglio dire che (nel testo, ndr) abbiamo un obiettivo molto ambizioso ma non abbiamo una strategia altrettanto forte: certo questa strategia lascia la porta aperta, ma non e` abbastanza”. Affinche` l`obiettivo diretto a contenere sotto i 2 e verso 1,5 gradi l`aumento della temperatura possa essere raggiunto, sarebbe necessario “raggiungere la neutralita`carbonica gia`nel 2050 e il picco delle emissioni nel 2020”. E questo nel testo ancora non c`e`.


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