Cop 21: al via la seconda giornata, ma ci sono ancora dubbi sulla natura dell’accordo

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Rimane da definire quali parti di questo accordo, che dovrà necessariamente essere accettato da tutti i 195 Paesi, saranno giuridicamente vincolanti

E’ ufficialmente iniziato il secondo giorno della Conferenza Onu sul clima a Parigi.  Questa mattina si è dato il via alla presentazione dei progetti ambientali, dopo gli impulsi politici arrivati ieri con la presenza di oltre 150 leader mondiali. L’accordo a sorpresa tra Stati Uniti e Cina, la dichiarazione di apporto di capitali privati in progetti di innovazione, guidati da Bill Gates, e le remore dell’India in merito a un accordo globale e vincolante, hanno dato alla prima giornata di ieri interesse e argomenti che molto probabilmente si protrarranno fino al termine dei lavori.

Oggi, invece, sarà la volta dei negoziatori delle delegazioni nazionali, che introdurranno l’arrivo, nella prossima settimana, dei ministri responsabili dell’Ambiente, chiamati per siglare l’accordo finale. E sempre oggi ci saranno gli annunci di nuove iniziative come quella per frenare la desertificazione in Africa, presentata dal presidente francese, François Hollande, insieme al leader egiziano, Abdelfatah al-Sissi, e diversi leader del continente. Una dozzina di Paesi, inoltre, tra cui il Perù, presenteranno misure per promuovere il ruolo delle foreste come strumento contro il cambiamento climatico.

Il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha detto negoziatori delle delegazioni nazionali che avranno tempo fino a sabato per limare il più possibile le differenze, prima che il testo dell’accordo, la cui bozza è di 54 pagine, venga preso in consegna dai ministri per risolvere le questioni più spinose. I punti principali riguardano l’accordo su una revisione sistematica degli impegni sulle emissioni contaminanti, l’aumento dei finanziamenti per i Paesi più poveri e, non di secondaria importanza, lo status giuridico dell’accordo stesso. L’obiettivo è quello di arrivare a prendere impegni chiari e verificabili, e in cui tutti accettino metodi di controllo reciproco.

Rimane poi da definire quali parti di questo accordo, che dovrà necessariamente essere accettato da tutti i 195 Paesi, saranno giuridicamente vincolanti. Questo punto, sul quale sono già stati espressi dei dubbi da alcuni leader, è un particolare che rischia di far fallire il tentativo di limitare il surriscaldamento globale a un massimo di 2°C rispetto ai livelli dell’era preindustriale.