Cop21: iniziano i “veri” negoziati nelle stanze segrete del potere

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E’ stato dato inizio ai veri negoziati della Cop21, nelle stanze segrete del potere

Terzo giorno di Conferenza del clima di Parigi. In molti credono che, la Conferenza delle parti, presieduta dal ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, stia approvando tutte le proposte presentate. In realtà, il quotidiano “Le Monde” spiega che tale concezione è infondata ed errata. Infatti, le decisioni saranno prese in quelle stanze chiuse agli osservatori e ai giornalisti, in cui si svolgono i negoziati basati su un principio di verticalità, dal livello più formale a quello più informale, che sono guidai dai cosiddetti “co-facilitatori“, costituiti da rappresentanti del Nord del mondo e del Sud. In queste stanze, saranno presenti solo i rappresentanti dei Paesi partecipanti, da cui dipendono le sorti di questa Cop21, tanto discussa. Ufficialmente, il loro obbiettivo è quello di discutere dei principali punti della lotta ai cambiamenti climatici: dalla riduzione delle emissioni ai finanziamenti ai paesi in via di Sviluppo. Non solo, la verticalità permette di discutere di tematiche più specifiche, relative ai modi e ai mezzi utili per realizzare questi obbiettivi, tra questi: il ruolo delle banche. I finanziamenti necessari per contrastare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di Sviluppo, passano dalle banche, che assumono quindi un ruolo fondamentale e importante, che può essere discusso solo tra pochi. I co-facilitatori permettono di confrontarsi su queste tematiche, in alcuni incontri bilaterali, che potranno avvenire anche durante la pausa caffè o sigaretta. Affascina molti, l’esistenza di queste stanze nelle ali remote della sede della Cop21, in cui per il primo giorno, è stata vista la presenza delle organizzazioni internazionali, anch’esse allontanate successivamente. Quali compromessi saranno raggiunti per arrivare ad un accordo unico, nessuno lo sa e lo saprà. Ciò che è certo, è che l’obbiettivo di queste stanze segrete sembrerebbe essere quello di ottenere il consenso unanime, entro il 4 dicembre, che potrà essere discusso per un altro giorno, prima che il presidente Fabius decida di metterlo ai voti.