Non abbiamo solo 5 sensi, le unghie non crescono anche dopo la morte e restare “incastrati” mentre si fa l’amore è impossibile. Questi sono solo alcuni dei falsi miti che vi sveleremo
Alcuni li abbiamo sicuramente sentiti dai nostri nonni, altri dai nostri genitori o dai nostri insegnanti. Altri ancora, sono talmente ritenuti veri e assodati che non sappiamo chi ce li ha spiegati, ma diamo per scontato che sia così. Si tratta dei falsi miti che riguardano il nostro corpo, e a quanto pare sono davvero tanti. Noi ne abbiamo scelti alcuni tra i più diffusi, sperando di poter far luce su concetti che, sebbene innocui, sono assolutamente errati.
Iniziamo da ciò che ci permette di “sentire” il mondo esterno, ovvero i sensi. Questi ultimi, infatti, non sarebbero cinque, come sembra essere ormai conclamato e come ci insegnano fin dalle elementari, ma molti di più. Oltre a tatto, udito, gusto, vista e olfatto, infatti, abbiamo ad esempio la propriocezione, ovvero quel particolare senso che ci permette di “sentire” la posizione del nostro corpo e di poter così adattare la tensione dei muscoli e la posizione delle articolazioni. Ma poi ce ne sono altri molto più evidenti, come il senso dell’equilibrio, quello dell’accelerazione, i quali, grazie all’apparato vestibolare posto nell’orecchio interno, permette al corpo di adattare postura e movimenti. Per capire quanti sensi abbiamo basti pensare che anche riuscire a percepire la temperatura ambientale non è cosa da poca, e se riusciamo a farlo è solo perché la nostra pelle ha degli speciali recettori sensibili al caldo e al freddo. E poi, chi non ha mai utilizzato i nocicettori? Si tratta di quelle terminazioni nervose libere poste in quasi tutti gli organi e nella pelle, che ci permettono di sentire il dolore. Nota curiosa: uno dei posti più importanti del nostro corpo dove non abbiamo nocicettori è il cervello.
Passiamo poi a un’altro dei piaceri che il nostro corpo ci concede: il sesso. Le storielle diffuse in merito a due amanti “rimasti incastrati” mentre facevano l’amore esistono ovunque e da sempre, tanto che ormai non si riesce a capire se siano vere o meno, e spesso vengono date per certe. Vogliamo tranquillizzarvi: non è scientificamente provato. Non ci sono testimonianze concrete di questi eventi, né tanto meno cartelle cliniche che ne riportino. La vagina, è vero, nel momento dell’orgasmo si irrora di sangue e si contrae, ma una volta raggiunto l’apice del piacere si rilassa in tempi brevissimi. Il glande, da parte sua, si inturgidisce. E se i due eventi, come è auspicabile, accadono nello stesso momento, c’è la sensazione di “essersi incastrati”, ma si tratta di un meccanismo assolutamente naturale, e dopo qualche istante tutto ritorna alla normalità.
Le mestruazioni, presentandosi con cicli di circa 28 giorni, seguono le fasi lunari. Da questa considerazione ritenuta verissima sono nate espressioni tipo “essere lunatica” e altre simili. Ebbene, sappiate che non è vero. Ma per capirlo basta usare la logica: se fosse così tutte le donne del mondo avrebbero le varie fasi del ciclo mestruale tutte nello stesso momento, dato che la Luna a cui ci riferiamo è solo una. Se siamo “lunatiche”, dunque, non dipende né dalla Luna, né dal ciclo mestruale, è solo che…siamo donne.
Quante volte vi hanno fatto tagliare i capelli perché così vi sarebbero ricresciuti più in fretta? Sacrificio inutile, dato che non c’è alcun fondamento scientifico di questa teoria. Ma sui falsi miti dei capelli bisognerebbe fare un trattato apposito, dato che anche tagliarli “per rinforzarli” non serve praticamente a nulla, se non ha cambiare look. Per capire l’infondatezza di queste teorie bisogna pensare che l’unica parte attiva del capello, quella che ne regola la crescita, è il follicolo pilifero, ovvero una piccola quanto complessa struttura che produce il pelo e che si trova NELLA cute, il taglio dunque, che avviene SULLA cute, non può minimamente influenzarlo. Se volete proprio aiutare i vostri capelli, suggeriscono gli esperti, eliminate le doppie punte e curate i capelli sfibrati, senza stressarli troppo con prodotti chimici e piastre roventi.
Ci hanno sempre fatto credere fatto credere che utilizziamo solo una piccolissima parte del nostro cervello, e noi ce ne siamo talmente convinti che a volte la utilizziamo come giustificazione quando commettiamo degli errori. Peccato però che non sia così. Il cervello è uno degli organi più affascinanti del nostro corpo ed è il simbolo della stessa evoluzione. Le cellule nervose che utilizza sono innumerevoli, e se fosse vero che ne usufruiamo solo di una minima parte sarebbe un vero e proprio spreco. A pensare che ne sfruttiamo solo il 10% fu lo psicologo dell’800 William James. Ma le moderne tecniche di imaging cerebrale hanno dimostrato con chiarezza che si sbagliava e ne utlizziamo gran parte persino mentre dormiamo.
Scrocchiate abitualmente le dita delle mani e vi dicono che prima o poi vi verrà l’artrite? Tranquilli, continuate pure perché non è vero. A dimostrarlo è stato un medico americano, Donald Unger, che per ben 60 anni, tutti i giorni, ha fatto scrocchiare le dita di una sola mano, per poi poter confrontare i risultati con l’altra. Per questo suo bizzarro quanto chiarificatore esperimento ha vinto, nel 2009, il Premio IgNobel per la Medicina.
“Hai le macchioline bianche sulle unghie? Bevi tanto latte perché vuol dire che hai poco calcio”. Quante volte i nostri nonni ci hanno dato questo verdetto di fronte alle tipiche macchie bianche sulle unghie? Ma ormai i medici hanno appurato che non c’è alcun nesso con la presenza di calcio nell’organismo. E’ opinione dei dermatologi, infatti, che le macchie bianche siano semplicemente dovuti a piccoli traumi: si tratterebbe infatti di bolle d’aria che si formano quando viene colpita la matrice dell’unghia, cioè quel tessuto che produce la lamina ungueale e che si trova nascosto sotto pelle, dietro la lunetta bianca. E le macchie in questine hanno persino un nome scientifico: “leuconichia”.
Alle elementari abbiamo studiato che la lingua si può dividere in “zone”, ognuna delle quali senti i diversi gusti. E’ falso anche questo. I gusti vengono percepiti indifferentemente su tutta la superficie della lingua, grazie alle papille linguali. La cosiddetta “mappa dei sapori” che abbiamo studiato alle elementari risale al 1901, quando lo scienziato tedesco David Hanig dichiarò, a seguito di uno studio, come la sensibilità ai sapori di alcuni volontari fosse più intensa in alcune aeree piuttosto che in altre. Poi, nel 1942, psicologo americano Edwin Boring, leggendo gli studi di Hanig e interpretandoli in modo sbagliato, sviluppò l’idea che in certe zone si percepissero solo alcuni sapori. Nel 1974, infine, la scienziata Virginia Collings, condusse nuovi esperimenti, riuscendo a stabilire che la lingua può essere recettiva a ogni sapore in tutte le sua parti
E per finire, parliamo proprio della fine, ovvero dalla morte. C’è l’idea diffusissima che i capelli e le unghie continuino a crescere anche dopo la morte, ebbene non è affatto così. O meglio, è solo un’impressione, perché la pelle, disidratandosi, si ritira e quindi le unghie sembrano essersi allungate. Una crescita dopo la morte sarebbe impossibile, dato che le cellule del nostro corpo iniziano a loro volta a morire, dato che non c’è più apporto di ossigeno ai tessuti. Senza ossigeno, dunque, non viene prodotto il glucosio, indispensabile per la crescita cellulare. Quando si muore smettono di vivere per primi i tessuti cerebrali, poi mano a mano tutti gli altri, tra cui anche capelli ed unghie. Le cellule di queste ultime, in particolare, interrompono definitivamente la loro attività più o meno 12 ore dopo la morte.


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