Diminuiscono le tempeste: la causa sono i picchi di caldo e freddo

MeteoWeb

In inverno le tempeste più forti aumenteranno la propria frequenza, con conseguenti aumenti delle pericolose “bombe d’acqua”

Il numero delle tempeste è nettamente diminuito, ma non è una buona notizia. Infatti, la ridotta attività delle tempeste su Europa, Usa, Russia e Cina, favorisce le temperature estreme, ovvero i picchi di freddo invernali e quelli di caldo in estate. L’analisi è stata condotta dall’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico, secondo cui i cambiamenti osservati nella frequenza e intensità delle tempeste sono collegati ai mutamenti in altre dinamiche atmosferiche come la corrente a getto, i forti venti occidentali nell’emisfero settentrionale. “Queste tempeste portano l’aria dagli oceani ai continenti e cosi’ facendo hanno un effetto moderatore sulle temperature”, spiegano i ricercatori. In sostanza, d’inverno le tempeste trasportano l’aria relativamente calda degli oceani sulla terraferma, mentre in estate danno refrigerio con aria più fresca e umida. “L’estate scorsa un grave siccità ha colpito la regione cinese di Liaoning minacciando i raccolti, mentre la California patisce siccità prolungate da almeno tre anni”, osservano gli esperti. I cambiamenti estivi sono ormai frequenti, mentre quelli invernali si manifestano a macchia di leopardo, ma colpiscono duramente negli Stati Uniti orientali e in vaste porzioni di Europa e Asia. Basti pensare al freddo record registrato in città come New York e Chicago negli ultimi inverni. I ricercatori non si sbilanciano nel dire se i mutamenti nell’attività delle tempeste siano causati dal cambiamento climatico – “i dati a disposizione non sono sufficienti” – ma sottolineano che i mutamenti del clima porteranno l’attività media delle tempeste a diminuire in estate, mentre in inverno le tempeste più forti aumenteranno la propria frequenza, con conseguenti aumenti delle pericolose “bombe d’acqua”.