Emergenza idrica Sardegna: scorte d’acqua ai minimi

Dall’ultimo monitoraggio è emerso che le riserve idriche sono ai minimi, portando la Sardegna ad una piena emergenza idrica

La Sardegna è in piena emergenza idrica. Dall’ultimo monitoraggio delle riserve idriche richiesto dalla Giunta regionale emerge che, le scorte d’acqua sono ai minimi. L’iniziativa arriva proprio per valutare la possibilità di richiedere al Governo lo stato di emergenza. Responsabile di tale situazione, è la mancanza di piogge che ha peggiorato la situazione rispetto allo scorso 31 ottobre. Questo è quanto registrato dall’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna, che ha registrato uno svaso di circa 25 milioni di metri cubi. Per questo motivo è stato istituito il 10 novembre, un tavolo per l’emergenza idrica, in cui è presente l’Assessorato dei Lavori Pubblici, il Distretto Idrografico, l’Arpas, la Protezione Civile, l’Egas, l’Abbanoa e l’Enas. Rispetto alle criticità registrate lo scorso anno, la situazione sembrerebbe essere più grave del previste soprattutto per le aree servite dai serbatoi dell’Alto Tirso a Sos Canales e del Liscia. La gravità della situazione è data anche dall’esame del bilancio idroclimatico, relativo alla perdita di umidità per evaporazione e traspirazione vegetale. Dai risultati ottenuti è emerso che, le temperature elevate degli scorsi mesi siano state causa della forte evaporazione e conseguente perdita delle risorse idriche. Il tavolo ha l’obbiettivo di aumentare l’invaso fino al prossimo gennaio e dare maggiore garanzia all’alimentazione dei centri abitati interessati. La prossima riunione della Giunta Regionale prevederà lo stanziamento di 190.000 euro per l’intervento relativo all’interconnessione dei due bacini, così da aumentare le risorse. Per quel che riguarda, il serbatoio del Liscia sono previsti degli interventi per la potabilizzazione e per aumentare l’interconnessione con il sistema Coghinas, massimizzando l’utilizzo in Gallura delle acque potabilizzate nell‘impianto di Pedra Maiore alimentato dalla diga di Casteldoria. Sono stati individuati altri interventi per l’utilizzo di reflui depurati in agricoltura grazie ai nuovi impianti completati dal Consorzio.