“Gli interventi emergenziali e sporadici messi in campo da alcuni Comuni, come le domeniche a piedi e le targhe alterne ad esempio, sono purtroppo inutili”
“Gli interventi emergenziali e sporadici messi in campo da alcuni Comuni, come le domeniche a piedi e le targhe alterne ad esempio, sono purtroppo inutili. Il problema della qualità dell’aria nel bacino padano necessita di un approccio globale che poggi su interventi strutturali e su una programmazione di medio e lungo periodo, come quelli previsti da Regione Lombardia nel PRIA”. E’ quanto dichiarato dall’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi, commentando l’informativa presentata oggi in Giunta, avente per oggetto “Qualità dell’aria: persistenza di condizioni di accumulo degli inquinanti – le condizioni meteo e lo stato della qualità dell’aria in Lombardia”, che fa il punto sulla situazione di sforamento delle polveri sottili. L’informativa ricorda anche le caratteristiche specifiche del bacino padano “racchiuso da una catene montuose per gran parte del suo perimetro”, il che permette “che in tutta l’area geografica di pianura e pedemontana s’inneschino da un lato fenomeni particolarmente favorevoli alla formazione di inquinanti di natura secondaria (derivanti cioè da reazioni chimico fisiche secondarie a partire da altri gas già presenti in atmosfera) e dall’altro fenomeni di accumulo. Tale condizione naturale del bacino padano – si legge nella nota – costituisce una criticità già in più occasioni rappresentata in sede nazionale ed europea quale condizione che rende molto difficile il conseguimento degli obiettivi di qualità dell’aria. Le condizioni meteoclimatiche di questi ultimi giorni hanno determinato un innalzamento delle concentrazioni degli inquinanti nella nostra Regione e le previsioni meteo di ARPA confermano anche per i prossimi giorni un probabile ulteriore innalzamento dei valori rilevati”.
“Sul tema della qualità dell’aria Regione Lombardia ha sempre realizzato politiche lungimiranti – ricorda Terzi – mettendo in atto misure innovative e anticipatorie in molti settori della vita sociale, industriale ed economica. Grazie all’adozione di un quadro d’interventi vasto e organico lo stato di qualità dell’aria, pur permanendo critica nel raggiungimento dei valori limite o obiettivo per alcuni inquinanti (polveri sottili, biossido di azoto e ozono), ha fatto registrare nell’ultimo decennio un trend in diminuzione per gli stessi, ad eccezione dell’ozono”.
“Tra gli interventi di maggiore efficacia già realizzati – ricorda l’informativa – vi è l’estensione della limitazione della circolazione dei veicoli a ulteriori porzioni di territorio. A partire dal 15 ottobre 2015 la misura di estensione delle limitazioni vigenti fino a Euro2 diesel si applica ad ulteriori 371 comuni del territorio lombardo. Ad oggi sono 570 i Comuni coinvolti dalle limitazioni della circolazione dei veicoli benzina euro 0 e diesel euro 0, 1 e 2 dal 15 ottobre al 15 aprile di ogni anno dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 19,30. Tra le misure che sarebbero ancora da realizzare indicate nel Pria come di maggiore efficacia: l’introduzione delle limitazioni alla circolazione dei veicoli Euro 3 diesel in Fascia 1 (agglomerati di Milano, Bergamo e Brescia piu’ i capoluoghi di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova e relativi comuni di cintura) da ottobre 2016; la regolamentazione dell’utilizzo della legna per il riscaldamento domestico; gli interventi per il contenimento delle emissioni di ammoniaca dai reflui zootecnici”. “Le ultime 3 misure indicate – fa però presente l’assessore all’Ambiente – richiedono un investimento ingente di risorse per incentivare le scelte dei cittadini lombardi. Risorse di cui Regione Lombardia non dispone a causa dei continui tagli da parte del Governo nazionale che quindi, tra le altre cose, mettono a rischio il rispetto degli impegni assunti nel PRIA. E’ evidente che il divieto di circolazione nella stagione invernale in Fascia 1 dei veicoli diesel euro 3 senza un adeguato sostegno economico per la sostituzione dei mezzi rischia di essere un’ulteriore tassa a carico dei cittadini lombardi. Nonostante la costituzione del Bacino Padano per la Qualità dell’Aria insieme al Ministero dell’Ambiente nel 2013, purtroppo, di risorse nazionali a sostegno delle misure regionali neanche l’ombra. La sostenibilita’ degli interventi mancanti per il completamento del PRIA – sottolinea – è quindi messa a rischio dalla latitanza dello Stato anche su questo problema, tipicamente padano. I provvedimenti emergenziali assunti in corrispondenza di episodi acuti di inquinamento si sono dimostrati di scarsa efficacia – ricorda Terzi – e non hanno portato ai risultati di rientro nei limiti. Cio’ ha portato l’azione regionale a spostarsi progressivamente verso misure strutturali e permanenti, le uniche in grado di garantire una reale e progressiva riduzione delle emissioni di inquinanti. Inoltre – conclude l’assessore – le misure emergenziali di riduzione delle emissioni possono incidere solo sulle emissioni di inquinanti primari (direttamente immessi in atmosfera) mentre non incidono sulla riduzione della concentrazione di inquinanti di natura secondaria, inquinanti che si formano a seguito di reazioni tra gas già presenti in atmosfera”.


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