Eruzione Etna, INGV: “valanghe ardenti e colata lavica in fondo alla valle del Bove”

L’attività eruttiva dell’Etna si è spostata nelle prime ore del 6 dicembre 2015 al Nuovo Cratere di Sud-Est

Prosegue l’attività dell’Etna: dopo i quattro episodi parossistici avvenuti al cratere Voragine negli ultimi giorni, l’attività eruttiva si è spostata nelle prime ore del 6 dicembre 2015 al Nuovo Cratere di Sud-Est, interessando il cratere a pozzo formatosi intorno al 25 novembre sull’alto fianco orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est, riferisce l’INGV di Catania.

Nelle ore serali del 5 dicembre, l’attività eruttiva alla Voragine era progressivamente diminuita; invece fra le 3 e le 4 “le telecamere di sorveglianza dell’INGV-OE hanno registrato l’inizio di una vivace attività stromboliana alla bocca sul fianco orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est. All’alba, sono avvenute alcune frane di materiale instabile sul fianco del cono (materiale vecchio misto con frammenti di lava calda), trasformandosi in valanghe ardenti,” in particolare alle 07:12 e alle 07:57, che hanno percorso poche centinaia di metri in direzione della Valle del Bove.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Durante la giornata, le osservazioni sono state parzialmente ostacolate dalla presenza di nubi; con il migliorare delle condizioni di visibilità nel pomeriggio, la telecamera termica a Monte Cagliato (EMCT) ha mostrato la presenza di attività effusiva, che aveva generato due colate laviche. Una delle colate era andata in senso nord-orientale per meno di un chilometro e sembrava poco alimentata, l’altra, ben alimentata, avanzava verso est in direzione della Valle del Bove. Nella serata, l’attività stromboliana continuava ad un ritmo molto costante, e il ramo attivo della colata lavice aveva quasi raggiunto il fondo della Valle del Bove. Al momento, l’attività non mostra variazioni.