L’Etna torna ad essere grande protagonista con violente eruzioni di tipo parossistico, brevi ma violente, stavolta dalla Voragine, il cratere centrale sommitale. Negli scorsi anni era stato il Nuovo Cratere di Sud/Est, a più bassa quota, a farsi ammirare con decine e decine di eventi analoghi negli effetti, ma differenti nelle caratteristiche tecniche. Dopo mesi di “attività di ricarico”, il vulcano è partito ieri e oggi ha fatto il bis. Un’attività molto violenta con colonne di cenere che hanno superato il limite della stratosfera fino ad oltre 12.000 metri di altitudine, hanno provocato intense “piogge nere” dopo le colonne di lava alte fino a un chilometro. Eloquenti le parole degli esperti dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, il Direttore Eugenio Privitera e il ricercatore Salvatore Giammanco. Intanto dopo l’evento di stamattina la situazione non si è stabilizzata. Il tremore vulcanico si mantiene su livelli elevati e continua ad aumentare.
Etna, il tremore vulcanico continua ad aumentare: bolle in pentola qualcosa di grosso? Chiare le parole degli esperti
Etna, le parole degli esperti e le evidenze dei dati: attenzione a quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni


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