L’Eruzione dell’Etna della notte è stata molto violenta, secondo gli esperti dell’INGV – Osservatorio Etneo – addirittura tra le più forti degli ultimi 20 anni. A testimonianza di quanto accaduto ci sono decine di fotografie che immortalano addirittura il rarissimo fenomeno dei fulmini vulcanici, che s’è verificato tra le 03:20 e le 03:50, durante il “clou” del fenomeno eruttivo, quando le fontane di lava hanno raggiunto 1 chilometro di altezza, e la nube di cenere ha superato i 10.000 metri di quota.
Cosa sono i fulmini vulcanici

L’eruzione ha provocato una vera e propria tempesta di fulmini vulcanici. I fulmini, siano atmosferici o vulcanici o di altra natura, non sono altro che un intensissimo flusso di elettricità tra due zone in cui sono presenti cariche elettriche di segno opposto. La carica elettrica non è altro che il rapporto tra elettroni e protoni in una qualche quantità di materia.
Se il numero di elettroni supera quello dei protoni la materia è carica negativamente, viceversa se predominano i protoni. Due condizioni devono esistere perché si produca un fulmine. La prima necessita la presenza di meccanismo che genera la separazione di cariche tra due masse considerevoli di materia che siano sufficientemente separate. La seconda implica un processo che connetta le due masse in modo da permettere il flusso di elettricità. In genere l’ultima condizione è relativamente semplice. Quando la differenza di potenziale tra le due masse è sufficientemente elevata, riesce a superare la resistenza dell’aria per cui può avvenire la scarica elettrica.







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