Fine anno da brividi in Turchia all’insegna delle grandi nevicate del “Black sea effect snow”

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Un fine anno davvero da brividi per milioni di turchi e greci che aspetteranno l’ingresso del 2016 all’insegna di un clima particolarmente rigido, all’insegna della neve e di temperature che si porteranno abbondantemente sotto la soglia degli zero gradi. Nelle città e nei villaggi della Turchia settentrionale, così come nell’area di Istanbul, lungo il Bosforo, le abbondanti nevicate prodotte dal fenomeno del “Black sea effect snow” stanno cominciando a causare anche disagi ingenti, soprattutto alla circolazione stradale e ferroviaria in più punti interrotta a causa degli eccessivi accumuli di neve fresca al suolo. In questo caso la presenza di temperature delle acque del mar Nero particolarmente miti ha inasprito i contrasti termici, enfatizzando l’instabilità e di conseguenza pure le precipitazioni, a prevalente carattere convettivo.

turchia neve capodanno 2016 (4)L’aria molto fredda a contatto con la più mite superficie marina tende rapidamente a instabilizzarsi, favorendo lo sviluppo di bande nuvolose cumuliformi, di forma lineare, che muovendosi verso le coste sopravento danno luogo a intensi rovesci di neve che si spingeranno fin sul livello del mare. In presenza di aria gelida, con temperature abbondantemente sotto i +0°C, il flusso di aria scaldandosi rapidamente nei strati più bassi tende ad umidificarsi, “sublimando” (passando direttamente dallo stato aeriforme a quello solido) in presenza di temperature dell’aria. La massa d’aria fredda instabilizzandosi genera la formazione di bande di nubi cumuliformi, allineate una dietro l’altra, interamente ghiacciate e cariche di fiocchi di neve farinosa, che dal mar Nero si muovono alla volta delle coste della Turchia settentrionale e del Bosforo, scaricando continui rovesci di gragnola, neve tonda e neve più farinosa intermittenti.

turchia neve capodanno 2016 (3)Questo processo, causa il costante afflusso da NE di aria sempre più fredda, sta andando avanti per oltre 36 ore, causando accumuli “nivometrici” particolarmente abbondanti sulla zona del Bosforo e lungo le coste settentrionali della Turchia, dove da molte ore è un continuo susseguirsi di rovesci e temporali nevosi provenienti dal mar Nero.