Global warming e cambiamenti climatici: come avviene la manipolazione del clima
di Paolo Ernani * – I sostenitori del Global warming, i così detti “caldisti“, utilizzano sempre meno questo termine tanto pubblicizzato. Perché oggi è sempre più in voga usare la locuzione “cambiamenti climatici“? Cosa significa? E’ ambigua. Si presta a più interpretazioni. Si va verso il freddo, verso il caldo, la temperatura è stabile? Mah! Forse i loro modelli previsionali risultano imperfetti e non molto attendibili. Avevamo suggerito di inserire nei loro modelli la variabile “Macchie solari” per migliorarne l’affidabilità, ma non è servito a nulla. La temperatura del nostro Pianeta è abbastanza correlata con questa variabile. Studi recenti rafforzano ancor più il legame tra temperatura della Terra e macchie solari. La notizia di questi giorni, rilanciata da un ente di ricerca americano, indica come da qui fino alla fine del secolo la temperatura della Terra potrebbe salire tra i 4-6°C (se ricordate qualche anno fa la risalita del termometro era invece stimata in 7-8°C) e che molte città costiere a causa dello scioglimento dei ghiacci sarebbero state sommerse dalle acque, come Venezia e New York. Questa notizia va presa con molto riserbo. Insomma una catastrofe insieme a tante altre. Pare infatti molto strano che queste ipotetiche sciagure siano annunciate in concomitanza con la conferenza sul clima che si sta svolgimento a Parigi. Vogliono forse orientare le decisioni che si prenderanno verso una linea già prestabilita?

Perche il presidente degli USA Obama, come Al Gore a suo tempo, spinge affinché venga conclamato ancora una volta il pericolo del Global Warming ? Quali interessi ci sono sotto sotto? Se propongono azioni quali l’abbattimento dei Gas Serra, siamo dalla loro parte. Tuttavia è bene ricordare a più che uno dei più grandi e potenti che il gas Serra responsabile dell’aumento delle temperature è, unitamente alle nubi, il Vapore Acqueo che assorbe molto del calore terrestre . E allora di che parliamo ? Vogliono sponsorizzare la Green Energy? Benissimo, ma tenendo da parte interessi particolari. Soprattutto quelli del I.P.C. C. – Intergovernment Panel of Climate Change. Potremmo fare valutazioni non piacevoli sul citato ente, ma per ovvi motivi è meglio non agitare le acque. Una cosa però possiamo dirla. L’I.P.C.C. sovvenziona molti istituti di ricerca ed università. E questo è un bene certamente. Però, per ipotesi, se dalle nostre ricerche viene fuori che la temperatura del globo non sta aumentando, per non creare imbarazzi a chi ci finanzia, passiamo oltre tacendo naturalmente e forse ricorrendo a correzioni a loro favorevoli. Chissà se oggi succede proprio così. Il sospetto c’è. Più avanti lo dimostreremo ponendo all’attenzione due grafici.
Riprendiamo ora per un attimo il discorso sui “caldisti“. I quali, accortisi che i loro modelli possono dare “i numeri”, visto che nessuno di essi aveva previsto una temperatura globale in stand by (il Global Warming in questi ultimi 20 anni circa si è via via attenuato, stabilizzandosi), pur di non smentire la loro posizione e mantenere quindi la linea di “caldisti“, si sono attivati ricorrendo a tentativi di aggiustare i dati reali modificandoli in modo da evidenziare la tendenza rialzista della temperatura mondiale. Qui sotto, tra un poco, potrete vedere in sequenza due figure che vi faranno comprendere quale manipolazione di dati reali abbiano congegnato. Un comportamento non certo corretto e irresponsabile. Prima di queste, però, dobbiamo citare lo scandalo delle mail che alcuni ricercatori si scambiavano tra loro.
In esse si evidenziava la loro preoccupazione che i dati reali non supportassero il GW. Così si sarebbe certificato il totale fallimento delle loro tesi. Si interrogavano come porvi rimedio. E qual è il modo più semplice? Quello naturalmente di intervenire in qualche maniera sui dati reali , modificandoli o scegliendo quelli che erano favorevoli a loro, tralasciando invece quelli non consoni. Per esempio, per avvalorare i loro studi sull’aumento termico del pianeta, davano in prevalenza molto peso alle zone calde desertiche, contabilizzavano poco le stazioni locate in zone ghiacciate e quindi con basse temperature, prendevano invece in gran considerazione quelle stazioni meteo poste nelle grandi città e utilizzavano tanti altri espedienti simili. Si sa che le temperature in questi ultimi siti risentono del fenomeno dell’Isola di calore o calore endogeno dovuto all’asfalto delle strade, al cemento dei palazzi, agli scarichi delle auto ma soprattutto anche ai climatizzatori che immettono verso l’esterno fiumi e fiumi di calore. Sono dette tali perché, specialmente durante la stagione estiva e in particolari situazioni meteorologiche, le isole di calore fanno aumentare la temperatura nei centri cittadini di 5-6 gradi ed oltre rispetto allo stato termico che solitamente si registra invece nelle campagne circostanti.
Analizziamo ora le due figure sottostanti.
Nella prima (fig. 1) il grafico delinea la temperatura media annua rilevata negli Stati Uniti negli anni che vanno dal 1880 al 2000. In questo grafico potete osservare un periodo (intorno agli anni trenta) in cui la temperatura presenta un picco di alte temperature mentre verso gli anni 2000 le temperature presentano valori abbastanza bassi se rapportati a quelli degli anni trenta, per cui il trend che ne consegue ( linea blu ) ci dice che si va incontro ad un periodo di relativo freddo. Dando ora uno sguardo all’altro grafico (fig. 2) si scopre che il periodo caldo degli anni trenta è molto meno caldo (o più freddo) mentre quello relativo agli anni 2000 è molto più alto e caldo rispetto al picco degli anni trenta. Tracciando nuovamente il trend (ossia la tendenza, linea blu) si vede che questo sale decisamente verso alte temperature giustificando così la tendenza delle temperature ad aumentare e avvalorare il Global Warming. Capito come si fa? Perciò non prendete sempre per oro colato notizie relative a questo tema.
Paolo Ernani, Colonnello dell’Aeronautica Militare, Meteorologo e Climatologo (nella foto in basso)



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