Greenpeace: le 50 maggiori compagnie energetiche indagate per violazione dei diritti umani

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La Commissione per i diritti umani delle Filippine ha aperto l’inchiesta in seguito a una petizione promossa da Greenpeace

La Commissione per i diritti umani delle Filippine ha annunciato che il prossimo 10 dicembre (Giornata mondiale per i diritti umani) aprirà un’inchiesta che potrebbe mettere sul banco degli imputati le maggiori compagnie dei combustibili fossili, accusate degli impatti dei cambiamenti climatici, come gli eventi meteorologici estremi.

Sarà la prima indagine al mondo sui diritti umani che vede imputati i grandi inquinatori.
Tra le cinquanta compagnie sotto inchiesta compaiono le italiane Eni ed Italcementi, insieme a  ExxonMobil, BP, Shell e Chevron. Fanno tutte parte delle novanta realtà considerate responsabili della maggior parte delle emissioni di CO2 e di metano, come ha mostrato la ricerca “Carbon Majors”, pubblicata nel 2014 dopo aver superato il vaglio della peer review: http://climateaccountability.org/pdf/MRR%209.1%20Apr14R.pdf
La Commissione per i diritti umani delle Filippine ha aperto l’inchiesta in seguito a una petizione promossa da Greenpeace insieme ad altre 14 organizzazioni che ha raccolto oltre centomila firme.
«L’iniziativa rappresenta un punto di svolta nella lotta contro i cambiamenti climatici », afferma Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International. «Si apre un nuovo filone nella battaglia contro le compagnie dei combustibili fossili, responsabili dei disastri causati dal riscaldamento globale. Ci auguriamo che altre commissioni per i diritti umani in tutto il mondo intraprendano inchieste analoghe».