Il 2015 di Greenpeace, un anno di azioni in difesa del pianeta

  • Polignano a Mare, Italia – I volontari di Greenpeace chiedono un futuro di energia rinnovabile e dicono NO alle trivelle in mare. ©Mario Nuzzi/Greenpeace
  • Milano, Italia – Greenpeace con un messaggio per Expo in favore dell’agricoltura sostenibile. ©Francesco Alesi/Greenpeace
  • Milano, Italia – In azione alla sede di Mareblu, tra i principali marchi di tonno in scatola in Italia, per dire basta alle tecniche di pesca che distruggono i nostri mari. ©Lorenzo Moscia/Greenpeace
  • Roma, Italia – Greenpeace alla Marcia per il Clima, in occasione dell’apertura della COP21. ©Stefano Montesi/Greenpeace
  • Oceano Pacifico – Sei attivisti occupano per sei giorni una piattaforma petrolifera in uso a Shell, la Polar Pioneer, per protestare contro i piani di trivellazione nell’Artico del colosso petrolifero anglo-olandese. ©Vincenzo Fioramo/Greenpeace
  • Londra, UK – L’attrice Emma Thompson manifesta insieme a Greenpeace davanti alla sede londinese della Shell. ©John Cobb/Greenpeace
  • Mar Egeo, Grecia – Greenpeace insieme a MSF durante un’operazione di salvataggio di migranti diretti in Europa. ©Will Rose/MSF/Greenpeace
  • Civitanova Marche, Italia – In azione contro le trivelle in Adriatico. ©Matt Kemp/Greenpeace
  • Lago di Pilato, Italia – Greenpeace effettua campionamenti per rilevare sostanze tossiche in alcuni dei luoghi più remoti del Pianeta. ©Roberto Isotti/Greenpeace
  • Roma, Italia – L’orso polare di Greenpeace per le vie di Roma: un’attività di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici in occasione della COP21 di Parigi. ©Francesco Alesi/Greenpeace
  • Parigi, Francia – Una scultura umana durante la COP21 di Parigi. © Yann Arthus-Bertrand/Spectral Q
  • Indonesia – Un orangotango salvato dagli incendi delle foreste appiccati per fare spazio alle piantagioni di olio di palma. ©Galih Nanda/Greenpeace
  • Roma, Italia – In azione per chiedere al ministro Maurizio Martina di fermare la pesca eccessiva che svuota il mare. ©Lorenzo Moscia/Greenpeace
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Un anno che si conclude con il supporto di Greenpeace a Medici Senza Frontiere al largo dell’isola greca di Lesbo

Greenpeace racconta il suo 2015 con le immagini più significative dell’anno che si sta per concludere. Dodici mesi importanti per i “Guerrieri dell’arcobaleno” e per tutto il movimento ambientalista globale, con numerosi traguardi raggiunti da chi si batte quotidianamente per la tutela del nostro Pianeta.

Dalle proteste globali che hanno convinto Shell ad abbandonare i suoi folli progetti di trivellazione nell’Artico, alle attività dei volontari di Greenpeace Italia, mobilitati in tutto il Paese per chiedere un futuro di energia pulita e ribadire un fermo NO ai piani fossili del governo Renzi.

Roma, Italia – Greenpeace alla Marcia per il Clima, in occasione dell’apertura della COP21. ©Stefano Montesi/Greenpeace
Roma, Italia – Greenpeace alla Marcia per il Clima, in occasione dell’apertura della COP21. ©Stefano Montesi/Greenpeace

Dalle spedizioni sulle vette più remote del nostro Pianeta, per chiedere alle industrie tessili di non utilizzare più sostanze inquinanti come i PFC, alle azioni dirette e non violente per un’agricoltura più sostenibile o a tutela dei nostri mari, minacciati dall’avanzare delle trivellazioni offshore, dai cambiamenti climatici o devastati dalla pesca eccessiva e distruttiva.

Dodici mesi che hanno visto crescere il movimento globale per il clima, con centinaia di migliaia di persone scese in strada in tutto il mondo durante la COP21, per spingere i leader mondiali a raggiungere un accordo, poi arrivato, per contrastare i cambiamenti climatici in atto. Un punto di svolta, anche se il testo approvato a Parigi è stato annacquato dalle lobby dei combustibili fossili e contiene diversi punti deboli. Ma anche un 2015 di attività a protezione delle ultime foreste del Pianeta, decimate dalla deforestazione causata dal traffico di legno illegale, dagli incendi e dall’espansione di monocolture industriali. Infine, un anno che si conclude con il supporto di Greenpeace a Medici Senza Frontiere al largo dell’isola greca di Lesbo, per cercare di portare in salvo chi, disperato, scappa da guerre e conflitti sanguinosi.

«Inorriditi dall’interminabile crisi umanitaria nel Mediterraneo, siamo stati costretti a intervenire in tutti i modi possibili», spiega Alexandra Messare, direttore di programma di Greenpeace Grecia. «Fuggire da conflitti, povertà e violazioni dei diritti umani nei paesi di origine, nella speranza di una vita migliore, non è un crimine. Crediamo che chiunque debba fare il possibile per fornire aiuto se ne ha la capacità. Abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza marittima in questa collaborazione con MSF nella speranza di salvare più vite umane possibili», conclude Messare.