Il polo del gelo siberiano si estende verso l’estremo oriente, si prefigura un bianco Natale fra Cina e Giappone

Le ondate di gelo in questa prima parte dell’inverno sceglieranno l’estremo oriente, in particolare la Cina e il Giappone

Il gelo protende verso l’estremo oriente, interessando più direttamente il nord della Cina e il Giappone. Come avevamo precedentemente preannunciato, in un articolo precedente, lo spostamento sulla Jacuzia del polo del gelo siberiano e il forte “raffreddamento pellicolare” che recentemente ha interessato la Mongolia e l’estremo nord della Cina (grazie anche al buon innevamento che garantisce un intenso effetto “Albedo”) avrà importanti ripercussioni sull’andamento meteo/climatico su tutta l’area del Pacifico nord-occidentale, con conseguenti ripercussioni lungo le coste dell’Asia orientale, fra Russia orientale, Giappone, penisola di Corea e persino sul nord della Cina. Nei prossimi giorni, difatti, freddo e neve torneranno ad investire la Cina nord-orientale, la penisola di Corea e il Giappone settentrionale, interessando soprattutto le coste occidentali dell’isola di Hokkaido, dove la neve potrà cadere a tratti pure abbondanti fino al livello del mare.

sfc3_2015121021La grande nevosità dell’isola di Hokkaido deriva dalla particolare esposizione di quest’ultima alle gelide masse d’aria che dall’altopiano della Siberia orientale scivolano verso il mare di Ohotsk e il mar del Giappone, dove si umidificano e si riscaldano sensibilmente nei bassi strati. Molto spesso, durante l’inverno, capita che il grande anticiclone termico siberiano posizioni il proprio baricentro, con massimi al suolo sopra i 1050-1060 hpa (“raffreddamento pellicolare”), nel cuore della Siberia centro-orientale, con il proprio bordo orientale tende a distendersi verso le coste dell’estremo est della Russia, affacciate al mar di Ohotsk e la penisola di Kamcatka. Con questo posizionamento le masse d’aria gelide, che stazionano sopra l’immenso altopiano della Siberia orientale, dalla Repubblica di Jacuzia (il polo del gelo siberiano per eccellenza) tendono a muoversi verso sud-est, scorrendo lungo il bordo orientale del poderoso anticiclone termico.

L'area dove si addensa il "freddo pellicolare" durante il periodo invernale
L’area dove si addensa il “freddo pellicolare” durante il periodo invernale

L’aria molto fredda cosi si mette in moto verso la Manciuria (estremo nord della Cina) e le coste dell’estremo oriente russo sotto forma di sostenuti venti da O-NO e NO che scavalcano molto rapidamente i rilievi della regione del Sihote-Alin (a nord della città russa di Vladivostok) per gettarsi sopra le più miti acque del mar del Giappone. A contatto con la più mite superficie marina la massa d’aria gelida, di origini siberiane, si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, instabilizzandosi al proprio interno e determinando la rapida formazione di estesi corpi nuvolosi cumuliformi (cumulonembi) che vanno ad impattare e addossarsi sui rilievi più elevati dell’isola di Hokkaido e Honshù, determinando fitti rovesci e temporali nevosi sulle coste occidentali di tali isole. Bisogna anche dire che l’aria fredda siberiana, pur umidificandosi, è costretta a transitare sopra un tratto di mare non molto ampio, tanto da raggiungere le coste occidentali nipponiche conservando buona parte delle proprie origine gelide, specie negli strati più alti.

DSC03120Ciò alimenta l’attività convettiva (correnti ascensionali) e la formazione di imponenti annuvolamenti cumuliformi che danno luogo a rovesci nevosi e intensi temporali, fin sulle coste. In questi casi è rilevante anche la presenza dei rilievi piuttosto elevati sulle aree più interne dell’isola di Honshù e Hokkaido (le Alpi giapponesi) che costringono le masse d’aria fredde, di lontane origini siberiane, a sollevarsi per raffreddarsi e condensarsi, favorendo la genesi di grandi annuvolamenti lungo il versante occidentale, affacciato al mar del Giappone. Per questo le grandi nevicate si concentrano sulla parte occidentale di Hokkaido e di Honshù, mentre le coste orientali rimangono in piena “ombra pluviometrica” con correnti da Ovest o NO.

pb-130114-snow-tokyo-ps2.photoblog900Proprio durante il prossimo fine settimana, e i giorni che precedono il Natale, l’approfondimento di una depressione extratropicale, colma di aria gelida, che dalle coste dell’estremo oriente russo tenderà a migrare in direzione del mare di Ohotsk, riuscirà a spingere parte di quel nucleo di aria gelida artico continentale finito sull’estremo oriente russo verso l’isola di Hokkaido e il nord di Honshù. Queste masse d’aria molto fredde, instabilizzandosi a contatto con le miti acque superficiali del mar del Giappone, agevoleranno lo sviluppo di imponenti annuvolamenti cumuliformi che daranno luogo a rovesci nevosi sulle coste occidentali di Hokkaido.

JAPAN-WEATHER-SNOWQuesto perché l’aria gelida di origini siberiane, dopo aver scavalcato i rilievi del Sihote-Alin, a contatto con la più mite superficie marina del mar del Giappone, si riscalda e si carica di umidità fin dagli strati più bassi, instabilizzandosi al proprio interno e determinando la rapida formazione di estese nubi cumuliformi (cumulonembi in aria fredda). Quest’ultimi, spinti dagli intensi venti nord-occidentali attivi nella media troposfera, andando ad impattare e addossarsi sui rilievi più elevati dell’isola di Hokkaido, determinano fitti rovesci e temporali nevosi che ammantano di neve le coste occidentali di tale isola. In questo caso però le coste orientali, soprattutto di Honshù (e quindi anche l’area di Tokyo), rimarranno in piena “ombra pluviometrica”, poiché protette dalle Alpi Giapponesi che con la loro mole riusciranno a fungere da schermo alle fredde e umide correnti da O-NO e NO, impedendo l’avvento di precipitazioni.