“Questo è un momento perfetto per il vaccino, per dare il tempo al corpo di sviluppare la risposta immunitaria prima che i casi si impennino”
L’influenza, quest’anno, sta tardando ad arrivare sia in Europa che negli Stati Uniti. In questo periodo, dunque, nel quale in genere i malati proliferano, ancora non è così diffusa come dovrebbe. A affermarlo i bollettini del Cdc americano (Center for Disease Control and Prevention) e dell’Ecdc europeo, secondo i quali questo è un momento perfetto per vaccinarsi, approfittando anche del fatto che quest’anno i virus che circolano sono esattamente gli stessi contenuti nel vaccino. Il tasso di persone che vanno dal medico con sintomi influenzali, afferma il rapporto del Cdc, è dell’1,9%, più basso, quindi, di quello che si registra d’estate, e l’attività dei virus é risultata bassa in tutti gli stati, eccetto due. “Tutti gli indicatori ci dicono che la stagione non è ancora partita – spiega Lynnette Brammer, epidemiologa del Cdc -. E’ sempre difficile predire quando ci sarà il picco, lo scorso anno lo abbiamo avuto a dicembre, in altre stagioni i casi non sono saliti fino a febbraio. Questo è un momento perfetto per il vaccino, per dare il tempo al corpo di sviluppare la risposta immunitaria prima che i casi si impennino”. Anche in Europa i sintomi influenzali non sono ancora particolarmente diffusi e preoccupanti, Italia compresa. “In tutte le Regioni l’incidenza è sotto la soglia epidemica – scrive la rete Influnet – in quasi tutte le regioni tranne nella Provincia Autonoma di Trento, in Emilia-Romagna, Umbria e Basilicata”.


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