La catastrofica alluvione di Chennai: ecco come il “Super Niño” stravolge il clima del Pianeta

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Cinque settimane di piogge torrenziali travolgono le coste dell’India sud-orientale, c’è lo zampino di “El Niño”

La stagione del Monsone di SO secondo il calendario dovrebbe essere finita già da un pezzo. Eppure da circa oltre cinque settimane gli stati dell’India sud-orientali sono stati battuti da piogge di carattere torrenziali, davvero inusuali per il periodo, che hanno provocato devastanti alluvioni costate la vita ad oltre 250 persone. In totale, nel solo mese di Novembre, nella città di Chennai sono caduti oltre 1218,6 mm di pioggia che rappresentano il nuovo record di massimo accumulo pluviometrico mensile per la città più grande dell’India meridionale. Difatti, negli ultimi 100 anni, su Chennai non era piovuto così tanto nel mese di Novembre. Ma anche i primi giorni di Dicembre sono risultati particolarmente piovosi, con un accumulo parziale di ben 345 mm in solo 48 ore, a seguito di forti rovesci temporaleschi e piogge battenti che hanno allagato nuovamente la città, creando enormi disagi ad una popolazione già duramente stremata dalle piogge molto pesanti avvenute nel mese di Novembre.

chennai-floodLa città di Chennai, la capitale dello stato indiano del Tamil Nadu, è stata duramente colpita da queste precipitazioni molto intense che hanno arrecato ingentissimi danni materiali, con interi centri abitati finiti sott’acqua e migliaia di abitazioni seriamente danneggiate. Basti pensare chele inondazioni hanno riguardato un’area urbana con oltre 9 milioni di persone che rappresenta una delle quaranta maggiori aree metropolitane del mondo. Queste precipitazioni cosi abbondanti sono state provocate dallo sviluppo di una depressione tropicale, con un minimo barico localizzato poco a nord dello Sri Lanka, che stazionando per più settimane nel medesimo luogo ha continuato a pilotare, indisturbata, un flusso di aria molto umida e calda che dal Golfo del Bengala si è diretta verso le coste dell’India sud-orientale, ed in modo particolare sul Tamil Nadu, dove l’interazione dell’aria molto umida proveniente dal Golfo del Bengala con i rilievi più meridionali del Ghati orientale ha prodotto precipitazioni di carattere torrenziale, andate avanti per intere giornate.

Le forti anomalie positive delle acque superficiali oceaniche indotte dal forte evento di “El Niño” in atto sul Pacifico centro-orientale
Le forti anomalie positive delle acque superficiali oceaniche indotte dal forte evento di “El Niño” in atto sul Pacifico centro-orientale

Come confermano i funzionari del Dipartimento Meteorologico dell’India anche stavolta il fenomeno di “El Niño” ha avuto un ruolo di primo piano nel diluvio di Chennai. Difatti, come dimostrano numerosi studi pubblicati in letteratura, soprattutto da meteorologi e climatologi indiani, i grandi eventi di “El Niño” che ciclicamente si ripetono sul Pacifico centro-orientale riescono ad influenzare su larga scala l’andamento dei Monsoni indiani, fra l’oceano Indiano settentrionale e le coste dell’Asia meridionale, con conseguenti ripercussioni sull’andamento delle precipitazioni sull’area. Nel periodo estivo, quando con la risalita verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” l’umido “Monsone di SO” dalle coste somale e dall’oceano Indiano settentrionale tende a risalire in direzione delle coste indiane e del Golfo del Bengala, “El Niño” solitamente inibisce le precipitazioni, rendendole meno intense e abbondanti del solito, soprattutto sugli stati dell’India centro-settentrionale, dove si possono aprire lunghe pause siccitose, con la persistenza del clima molto caldo e secco anche in piena estate.

chennai-rain-final_story_647_120315081804Nel periodo invernale invece, quello che di norma dovrebbe essere il più secco e fresco dell’anno, accade l’esatto opposto. Fra la fine di Novembre e l’inizio di Dicembre, quando il forte raffreddamento dell’altopiano del Tibet favorisce la formazione di una robusta area anticiclonica che si allunga fino alla Cina centrale, si viene ad innescare un importante “gradiente barico” (differenza di pressione) in tutta l’area tropicale, tra l’Himalaya, l’India e l’oceano Indiano settentrionale, visto il contrasto dell’anticiclone tibetano con le basse pressioni, riconducibili all’ITCZ, in azione lungo l’area equatoriale, tra oceano Indiano e gli arcipelaghi indonesiani.

monsoneLa notevole differenza di pressione, fra l’Asia centrale e la fascia indo-australiana, attiva sostenuti venti da NE, piuttosto secchi e freschi, che dall’altopiano del Tibet e dalle regioni montuose più interne di Myanmar, Laos e Vietnam si spingono verso il mar Cinese Meridionale e l’oceano Indiano settentrionale, sotto forma di una moderata, a tratti sostenuta, ventilazione da NE e N-NE. Si tratta, per l’appunto, di masse d’aria piuttosto secche che hanno l’effetto di stabilizzare la colonna d’aria, caratterizzando l’inizio della lunga stagione secca che in gran parte degli stati indiani si prolunga fino al mese di Maggio. Eppure non in tutti gli stati dell’India il “Monsone invernale di NE” si presenta secco.

monsoniAd esempio negli stati dell’India orientale i venti provenienti da NE, in discesa dalle coste del Bangladesh e del Myanmar, sono costretti a scorrere sopra le calde acque superficiali del Golfo del Bengala, caricandosi di umidità nei bassi strati e arrivando sulle coste dell’India sud-orientale come venti molto umidi e apportatori di precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale. In questo caso la presenza sul Golfo del Bengala di acque superficiali più calde del normale, con valori prossimi ai +29°C +30°C, indotte proprio dall’influenza di “El Niño strong” sull’oceano Pacifico, ha ceduto all’atmosfera un maggior apporto di umidità e di vapore acqueo.

India Monsoon FloodingQuesto maggior quantitativo di vapore acqueo ceduto all’atmosfera ha contribuito ad esaltare i carichi precipitativi nell’area, rendendo le piogge e i temporali più violenti e persistenti del normale lungo un’ampia area dell’India sud-orientale, con le conseguenti disastrose inondazioni che hanno sommerso l’area di Chennai. Fenomeni estremi e duraturi che hanno coinvolto non meno di 72 milioni di persone in tutta l’India sud-orientale