L’uomo dorme meno degli altri primati ma lo fa meglio

L’uomo dorme meno degli altri primati ma secondo gli esperti, ha sviluppato un sonno più efficiente

Babbuini e scimpanze’, oranghi e lemuri sono tutti dei dormiglioni in confronto all’uomo, che e’ riuscito a sviluppare un sonno piu’ efficiente. A dirlo sono i ricercatori della Duke University, che hanno compilato un database del sonno di centinaia di mammiferi tra cui l’uomo e altri 20 primati. Risultato: dormiamo meno, ma lo sappiamo fare meglio. Gli esperti hanno scoperto che gli essere umani, con una media di sette ore di sonno per notte, hanno un riposo eccezionalmente breve. A confronto altri primati, come il macaco nemestrino e il microcebo murino, hanno bisogno di dormire dalle 14 alle 17 ore al giorno. Il segreto sta nel modo di dormire. L’uomo trascorre un tempo minore nelle prime fasi del sonno, quelle piu’ leggere, e un tempo maggiore nelle fasi profonde, che sono quelle in cui piu’ si riposa. Per gli uomini la fase Rem, ad esempio, occupa un quarto del tempo passato a dormire, mentre per alcuni lemuri come il maki mongoz rappresenta non piu’ del 5%. “Gli uomini sono unici per la caratteristica di avere un sonno piu’ breve e di qualita’ migliore”, spiega l’antropologo David Samson, secondo cui il fenomeno non ha nulla a che fare con la vita moderna fatta di illuminazioni stradali e schermi di computer, perche’ il sonno efficiente interessa anche le comunita’ che non hanno accesso all’elettricita’. “Gli uomini hanno rimpiazzato la quantita’ con la qualita’ del sonno molto prima dell’avvento degli smartphone”. Un ruolo puo’ averlo avuto il passaggio dal dormire sugli alberi al dormire a terra, probabilmente vicino al fuoco e in gruppi numerosi, in modo da stare al caldo e scongiurare gli attacchi dei predatori. Queste abitudini, ipotizzano gli esperti, potrebbero aver permesso ai nostri antenati di ottenere il massimo dal sonno nel piu’ breve tempo possibile. (ANSA) Y89 15-DIC-15 18:15 NNNN