Nano tubi al carbonio: IBM salva (per ora) la legge di Moore

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La famosissima legge di Moore, sin dal lontano 1965, detta il passo all’avanzata tecnologica mondiale, ma non potrà farlo per sempre! In suo aiuto, le ultime ricerche nel campo della nanotecnologia

Gordon Moore, cofondatore di Intel, azienda famosissima e che oggi tutti conosciamo, scrisse, nel 1965, un articolo su una rivista specializzata nel quale illustrava come, in quel periodo, il numero di componenti elettronici che formano un chip fosse raddoppiato ogni anno.

Ad oggi, in elettronica e informatica, si definisce prima legge di Moore il seguente enunciato:

“La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite

il numero di transistori per chip, raddoppia ogni 18 mesi”

I limiti di questa legge sarebbero solo legati al materiale, che attualmente è il silicio. Essi sarebbero peraltro già stati raggiunti con la generazione dei processori Pentium al di sopra dei quali, l’unico modo possibile per aumentare le prestazioni, è rappresentato dalla usatissima tecnologia multicore (accoppiamento in parallelo di più processori che funzionano simultaneamente).

silicioIl silicio quindi, molto presto, non sarà più in grado di assicurare i miglioramenti prestazionali, di costi e consumi a cui siamo abituati, e la nuova classe di semiconduttori sui quali ci si sta dirigendo con studi e fondi è quella dei nano tubi al carbonio. Essi hanno proprietà elettriche migliori ed una forma ideale per la realizzazione di transistor in scala atomica. Furono scoperti nel 1985 dal chimico statunitense Richard Smalley: egli si accorse che, in particolari situazioni, gli atomi di carbonio compongono delle strutture ordinate di forma sferica che, dopo un successivo rilassamento, tende ad arrotolarsi su sé stessa, ottenendo la tipica struttura cilindrica.

Un problema serio legato a questa nuova tecnologia è la resistenza al passaggio della corrente elettrica in proporzione alla riduzione delle dimensioni di transistor, ma la casa produttrice IBM dice di aver trovato il modo di debellare l’incremento della resistenza, e di poter quindi produrre transistor con i nano tubi di carbonio super-performanti. E’ un balzo evolutivo in anticipo di ben quattro generazioni, sostiene la corporation americana, dichiarando che una data limite per la vendita di chip di questo tipo potrebbe essere fissata per il 2020, ma c’è ancora molto da fare e non è detto che il successo sia garantito.

Secondo gli ingegneri di IBM i nano tubi sono l’unica tecnologia d’immediata implementazione in grado di permettere al settore di fare passi avanti in accordo con la Legge di Moore, senza rallentare la corsa tenuta negli ultimi decenni.

Possiamo dire sin da subito e con certezza che ci saranno grandissimi problemi nello spingersi ulteriormente oltre. Il materiale infatti diventerà instabile e inutilizzabile per la produzione di chip complessi.