Nebbie, foschie e smog al Nord, pianura Padana vittima dell’inversione termica

Nebbie, foschie e anche un po’ di freddo si consolidano lungo la pianura Padana, ecco perchè

Purtroppo, come da previsione, la persistenza dell’anticiclone dinamico sub-tropicale e la circolazione piuttosto “lasca” che ne deriva sta provocando un conseguente peggioramento della qualità dell’aria in molte città. Soprattutto in quelle del nord e lungo la pianura Padana, dove le “Subsidenze atmosferiche” (lenti moti discendenti) causate dall’anticiclone stanno favorendo il ristagno dell’umidità nello strato d’aria prossimo al suolo, mentre man mano che si sale di quota la massa d’aria comincia divenire molto più secca, ma anche piuttosto calda, dato il costante afflusso (avvezione calda) di correnti decisamente più miti, d’estrazione sub-tropicale marittima, provenienti dal medio Atlantico. Questa particolare situazione sinottica, dominata dalla presenza di questo prorompente anticiclone dinamico, disteso lungo il bacino del Mediterraneo, con massimi barici che hanno superato i 1038 hpa, sta agevolando l’isolamento, nei bassi strati del Catino Padano, di una compatta inversione termica, di tipo “radioattivo”, che tende a prolungarsi per oltre 400-500 metri di altezza.

lamezia terme aereo nebbiaLa formazione di questo robusto strato inversivo sopra la pianura Padana, ben evidenziato dai radiosondaggi eseguiti nelle singole stazioni meteorologiche, in questi ultimi giorni si è notevolmente intensificato a causa del forte irraggiamento, caratteristico del mese di Dicembre quando l’insolazione diurna e il soleggiamento raggiungono la minima intensità annua, che ha permesso al terreno di perdere e irradiare verso l’alto buona parte del calore precedentemente accumulato. In questo modo lo strato di inversione termico, alimentato dal forte irraggiamento termico del suolo, è riuscito ad espandersi fin verso i 400-500 metri, localmente anche oltre i 600 metri, divenendo sempre più solido e spesso. Ciò ha impedito alla radiazione solare, già molto debole, di Dicembre di essere in grado di poterlo bucare facilmente, visto il notevole spessore verticale, permettendo così alle temperature di mantenersi su valori piuttosto bassi nei pressi del suolo, con cifre sui +5°C +6°C, mentre salendo di quota, sopra lo strato inversivo, si registravano temperature anche di oltre +10°C +12°C superiori.

milano nebbiaLa presenza di questo strato di aria piuttosto freddo e molto umido stagnante in prossimità della pianura sta determinando la nascita e la persistenza delle foschie e dei banchi di nebbie da giorni presenti sopra la pianura Padana. Come ben sappiamo il fenomeno dell’inversione termica si produce quando uno strato di aria calda, più leggera, spesso associata a un regime di alta pressione atmosferica, tende a disperdersi rapidamente nello spazio. Nell’inversione termica di tipo “radioattiva”, quella che comunemente si verifica in pianura Padana e nelle vallate interne di Alpi e Appennini nel corso della stagione autunnale e in pieno inverno, è prodotta dal rapido raffreddamento del suolo e dello strato di aria immediatamente al di sopra di questo che si verifica durante le calme e limpide nottate. Lo strato di inversione si forma in genere a quote piuttosto basse, ad appena 50-100 metri dal terreno. L’aria a contatto con il terreno al calar del sole di conseguenza si raffredda molto rapidamente, raggiungendo temperature inferiori rispetto agli strati atmosferici sovrastanti.

nebbia monferratoLa temperatura risulta quindi più bassa in pianura che nelle aree collinari o in montagna, con scarti di anche +10° +12°. Ma in realtà per avere un’inversione bastano differenze di appena +2° +3° in appena 200-300 metri di altezza. Di frequente si salda con l’inversione dinamica superiore, associata quest’ultima all’effetto adiabatico dei moti discendenti caratteristici di un’area anticiclonica. Di solito durante la formazione dell’inversione termica si può osservare come l’andamento termico negli strati d’aria prossimi al suolo rimanga pressoché costante. Fra l’autunno, l’inverno e la primavera, gli strati di inversione termica producono estesi banchi di nebbia (strati sottili con base presso il suolo, proprio lì dove si ottiene il massimo raffreddamento che determina la condensazione dell’umidità che stagna negli strati d’aria più bassi) o le nuvole basse, del tipo strati o stratocumuli, che spesso offuscano i cieli sulla pianura Padana e delle conche e vallate interne di Alpi e Appennini, mentre salendo di quota, sopra i 200-300 metri, con il graduale incremento dei valori termici di circa +3° +4°, splende il sole, con una prevalenza di cieli limpidi e sereni (eccetto il passaggio di nubi alte e velature).

ravenna nebbiaFenomeni nebbiosi che nei prossimi giorni, causa l’insistenza dello strato inversivo in prossimità del suolo, saranno destinati ad intensificarsi, soprattutto nelle pianure di Emilia, Veneto e Friuli più occidentale, dove si potranno sviluppare banchi di nebbia particolarmente densi.