Quante donne durante la loro vita raggiungono l’orgasmo e con che frequenza? E, quelle che lo raggiungono, che posizioni sessuali favoriscono? A tutte queste domande, ancora oggi un pò tabù, ha dato risposta un’indagine realizzata dall’Istituto Ifop, per conto di Cam4, che ha voluto indagare nella sessualità femminile con particolare attenzione all’orgasmo, ovvero il massimo piacere che si può provare durante il rapporto sessuale.
Dai dati è emerso che la penetrazione vaginale, che è di gran lunga l’atto sessuale più frequente – il 72% delle donne la pratica “spesso” – non è il più efficace per il raggiungimento dell’orgasmo. Solo il 33% delle donne riesce a raggiungere l’orgasmo “con molta facilità” in questo modo, contro il 42% che lo raggiunge mediante penetrazione vaginale accompagnata da stimolazione clitoridea e il 32% mediante il ricorso al sesso orale. Tuttavia, se la doppia stimolazione (vaginale e clitoridea) è la pratica che consente al maggior numero di donne italiane di godere facilmente, la prevalenza di questa pratica nella popolazione sessualmente attiva è di due volte inferiore (37%) alla penetrazione puramente vaginale (72%).
Il clitoride, la chiave dell’orgasmo femminile?
1. La penetrazione vaginale resta il metodo di raggiungimento dell’orgasmo maggiormente diffuso… Poiché la penetrazione vaginale in senso stretto – ossia senza altre forme di stimolazione – è la forma di coito più frequente (il 90% delle donne attive sessualmente la pratica “abbastanza regolarmente”), è tramite questa pratica che il maggior numero di italiane ha già raggiunto il piacere nel corso della propria vita: il 94% delle donne attive ha raggiunto un orgasmo in questo modo, contro il 92% che lo ha raggiunto tramite l’automasturbazione, l’88% tramite la pratica del cunnilingus dal proprio partner e il 66% tramite rapporto anale. Tuttavia, il fatto che questa forma di penetrazione abbia permesso di raggiungere il godimento a un grande numero di donne nel corso della loro vita non vuol dire che sia la pratica più efficace.
2. Ma la tecnica più efficace consiste nella stimolazione contemporanea della vagina e del clitoride. Analizzando ulteriormente i risultati, si nota che la percentuale di italiane che hanno raggiunto con facilità un orgasmo vaginale è nettamente più ristretta: soltanto sette donne su dieci (74%) godono “con facilità” durante una semplice penetrazione vaginale, mentre quasi otto su dieci (81%) riescono a godere “con facilità” quando il loro partner le stimola il clitoride durante la penetrazione vaginale, una percentuale più alta rispetto a quella rilevata per le carezze manuali (73%) o orali (67%) ai genitali. Una pratica molto meno frequentemente riscontrata, il sesso anale sembra essere un metodo che difficilmente consente di raggiungere l’orgasmo: meno di una donna su sei raggiunge con facilità il piacere in questo modo (16%), più di un quarto con difficoltà (28%) e un terzo (34%) mai.
3. La stimolazione clitoridea rimane una garanzia di efficacia. Mettendo in luce il carattere complementare della stimolazione clitoridea e vaginale ai fini del piacere femminile, questi risultati consentono di relativizzare l’opposizione tradizionale e ormai desueta tra orgasmo vaginale e clitorideo. È importante sottolineare che tanto la penetrazione vaginale quanto le pratiche che implicano una qualche forma di stimolazione del clitoride – sia nell’ambito di una penetrazione vaginale (33%), di un’auto-stimolazione (33%) o del sesso orale (32%) – rendono “molto facile” il raggiungimento dell’orgasmo. A titolo esemplificativo, il sesso orale è praticato “spesso” da un numero di donne due volte inferiore (34%) rispetto alla penetrazione vaginale stricto sensu (72%), nonostante permetta di raggiungere con altrettanta facilità l’orgasmo (il dato per le due pratiche si attesta rispettivamente al 32% e al 33%).
Le posizioni assunte durante l’atto sessuale sembrano prendere maggiormente in conto il piacere femminile, anche se quelle più praticate non sono sempre le più efficaci. Se quella del missionario resta la posizione più praticata e più efficace, la ‘pecorina’ è la seconda più ricorrente nonostante procuri meno facilmente piacere alla donna rispetto ad altre posizioni in cui quest’ultima si trova sopra l’uomo.
Contrariamente ai luoghi comuni, quella del “missionario” rimane una posizione vincente
Oltre sette donne su dieci hanno che hanno già praticato questa posizione (72%) hanno raggiunto l’orgasmo “con facilità” in questo modo – e tre su dieci persino con “grande facilità” (31%) – una percentuale nettamente più alta rispetto ad altre posizioni quali il missionario al contrario (66%), il cavallo a dondolo (63%) o la pecorina (57%). E non solo. Se da un lato sono state per molto tempo condannate dalla morale religiosa a causa della loro non conformità con i ruoli sociali, le posizioni in cui la donna è sopra l’uomo sono al giorno d’oggi quelle che più favoriscono una reazione orgasmica da parte della donna. Infatti, il missionario al contrario (in cui la donna è stesa sull’uomo) e il cavallo a dondolo (in cui la donna è seduta sull’uomo) sono le due posizioni che, dopo quella del “missionario”, più facilitano il raggiungimento dell’orgasmo nella donna: il 66% raggiunge il piacere “con facilità” mediante la prima e il 63% mediante la seconda. Pur favorendo il piacere della donna consentendole di impartire il ritmo dei movimenti e la profondità della penetrazione, il cavallo a dondolo non è tuttavia la posizione più praticata: il 16% delle donne non l’ha mai praticata, contro il 14% per la pecorina e l’1% per il missionario.


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