Oroscopo: a fine anno lo legge un italiano su due

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Moltissimi  dicono di non crederci, ma leggono lo stesso l’oroscopo tutti i giorni. E il periodo di fine anno rappresenta un picco

C’è chi ci crede e chi dice non crederci, ma a quanto pare “più di un connazionale su due non rinuncia a sbirciare le previsioni degli astrologi più in voga. Moltissimi poi dicono di non crederci, ma leggono lo stesso l’oroscopo tutti i giorni. E il periodo di fine anno rappresenta un picco, come testimoniano le previsioni astrologiche sulle riviste, in tv e in libreria“. A dichiararlo è Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell’università di Chieti, che analizza per l’Adnkronos Salute la passione che gli italiani, di qualsiasi ceto sociale, hanno per l’oroscopo e in generale per la diffusione del pensiero magico. “Una passione che accomuna uomini e donne, giovani e meno giovani, persone colte, meno colte e persino capitani d’industria. E che ha una storia molto antica – sottolinea Massimo Polidoro, segretario nazionale del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) – Ma è anche un modo per dare un senso al mondo e trovare risposte sicure, o ‘scientifiche’, a quesiti in realtà senza risposta. Non è un caso che dal controllo sulle previsioni che facciamo ogni volta a fine anno emerga come per quelle molto specifiche, come il matrimonio fra due persone o la crisi di un particolare governo, le percentuali di successo siano molto inferiori rispetto alle previsioni più vaghe e generiche, come un terremoto in Asia“.

Nel campo del comportamento umano abbiamo due dimensioni, guidate dai due emisferi del cervello: quello di sinistra – dice Di Giannantonio – provvede alle prestazioni razionali e logiche, mentre quello di destra è il luogo delle emozioni, dei ricordi, dei desideri e dei sogni. Ecco dunque che possiamo avere un grande manager, abile ed efficace, che ascolta la sua parte sognante ed emotiva leggendo l’oroscopo. E’ naturale che l’essere umano cerchi sicurezza, protezione, qualsiasi cosa in grado di offrire una speranza, una luce nei momenti bui. Così l’idea di avere il controllo sul futuro e non rimanere in balia del caso e privi di difese – dice Di Giannantonio – porta la stragrande maggioranza degli italiani ad affidarsi ai vaticini degli oroscopi. A maggior ragione in vista del nuovo anno“.

E se anche le previsioni dell’anno precedente non si sono avverate questo non fa diminuire l’interesse dei lettori di oroscopi. Chi vi fa ricorso “sogna la svolta, magari una vincita al gioco. E’ il trionfo del pensiero magico. Una forma benigna di abbandono della ragione: in realtà, leggendo gli oroscopi che al 99% sono positivi, o danno comunque una speranza di ripresa per il corso dell’anno, si vuole fortissimamente credere che siano affidabili, per cercare una tranquillità attraverso il controllo dell’imponderabile“, prosegue lo psichiatra. Di Giannantonio non è tra questi. Lo psicologo, infatti, ha dichiarato di non leggere mai le “previsioni” dell’oroscopo: “So che non servono a nulla. Questo rito di fine anno – dice lo psichiatra – non è che un tentativo di costruirsi aspettative di un futuro che, se sarà positivo, era comunque scritto. Mentre se sarà negativo, lo sarà per colpa delle stelle. La scelta è fra costruirsi un sentiero delle opportunità con gli aiuti degli astri, o affidarsi alle proprie forze. Una frase scritta in un oroscopo lascia il tempo che trova. Personalmente – conclude – sono un grande oppositore del pensiero magico: so di essere il responsabile del mio futuro, ma anche di non poter controllare in modo onnipotente, e infantile, la realtà“.