Previsioni Meteo: anticiclone ancora a lungo, possibili sorprese fredde a Natale. Analisi a lungo termine

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L’anticiclone durerà ancora a lungo sul bacino del Mediterraneo, qualche cambiamento atteso dopo metà mese

Purtroppo c’è poco da dire, l’inverno meteorologico è partito con il piede sbagliato, arrivando a bucare in pieno il suo esordio. Del resto, come è già capitato nel mese di Novembre, sarà veramente dura uscire da questa lunga fase di stallo anticiclonico. Anche nella giornata di ieri questo robusto promontorio anticiclonico, che ormai da oltre una settimana si è ben radicato sul bacino centrale del Mediterraneo, presentando i propri massimi barici al suolo in corrispondenza dell’Europa centro-orientale, ha continuato ad “avvettare” masse d’aria molto miti e secche in quota, di stampo sub-tropicale marittimo, verso il bacino del Mediterraneo e gran parte dell’Europa centro-meridionale. Questo flusso insolitamente mite in quota, per il mese di Dicembre, sta continuando a regalarci temperature massime davvero eccezionali per il periodo. Soprattutto nelle località di montagna di Alpi e Appennino settentrionale, dove la quota dello “zero termico” si è impennata abbondantemente al di sopra dei 2000-2500 metri.

02Queste temperature così insolitamente elevate stanno, purtroppo, accelerando la fusione del manto nevoso ancora resistente sulle vette dell’Appennino centro-settentrionale e lungo i rilievi alpini. Da notare, inoltre, come queste temperature insolitamente miti in alta quota siano associate a tassi dell’umidità relativa particolarmente bassi, anche inferiori al 30% 25%. Segno della presenza di intense “Subsidenze atmosferiche” (lenti moti discendenti in seno alla colonna d’aria) che hanno il merito di schiacciare e comprimere le masse d’aria verso i bassi strati, scaldandole e deumidificandole per effetto “compressivo”. Si tratta delle tipiche dinamiche troposferiche che contraddistinguono i robusti promontori anticiclonici aventi una forte radice sub-tropicale (geopotenziale molto elevato alla quota di 500 hpa), in questo caso di origine oceaniche (e non continentale come capita spesso in estate con l’anticiclone africano). E le notizie per i prossimi giorni sono tutt’altro che confortanti.

Rtavn542L’anomalia climatica di questo strano Dicembre 2015 pare voglia continuare indisturbata, almeno fino a buona parte della seconda decade del mese. Parliamo di un promontorio anticiclonico duro a morire nel bel mezzo di quella che dovrebbe essere una delle stagioni più fredde e piovose dell’anno. Difatti anche se dal punto di visto termico la situazione andrà, seppur molto gradualmente, a migliorare, pur rimanendo ben al di sopra delle medie stagionali, sotto l’aspetto della mancanza di precipitazioni la situazione è destinata a rimanere critica su molte regioni del centro-nord, data la latitanza delle vere piogge autunnale. Mentre Alpi, Prealpi e Appennini continuano a rimanere spogli di neve fin dalle quote più alte, con la conseguente diminuzione della portata dei grandi bacini idrografici.

Il fitto "gradiente barico orizzontale" che dai paesi Baltici si sposta verso la Russia europea
Il fitto “gradiente barico orizzontale” che dai paesi Baltici si sposta verso la Russia europea

Ma se per parte del centro-nord la prosecuzione del clima secco di questi giorni potrebbe avere delle ripercussioni nel medio-lungo termine, per le regioni meridionali, ed in modo particolare per le zone ioniche di Calabria e Sicilia duramente provate dalle abbondanti precipitazioni e dagli eventi alluvionali degli ultimi mesi (accumuli parziali annui fino a 1500-2000 mm), questa fase asciutta e soleggiata rappresenterà di sicuro un sollievo. Specie per le zone della Calabria ionica e della Sicilia orientale vulnerate dai fenomeni di dissesto idrogeologico (frane, smottamenti, colate di fango, erosione). Nei prossimi giorni con l’intensificazione ulteriore del flusso zonale sull’Atlantico settentrionale, per l’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” al suolo e del “gradiente di geopotenziale” in quota fra il bacino del Mediterraneo e l’Europa centrale, la poderosa impalcatura anticiclonica radicata sul bacino centrale del Mediterraneo tenderà ad essere “schiacciata” lungo i paralleli, imprimendogli un assetto di tipo zonale, con il baricentro della figura anticiclonica disteso fra la Spagna e l’Italia.

11Questo promontorio anticiclonico si configurerà nel tipico pattern da “AO” e “NAO” positivi. Questo tipo di schema barico, associato al ricompattamento del vortice polare troposferico sul mar Glaciale Artico, indotto dal sensibile raffreddamento della stratosfera sopra l’Artico, tende ad intensificare notevolmente il “gradiente barico orizzontale” (notevolissimi divari pressori fra l’Islanda e le isole Azzorre) lungo tutto il medio-alto Atlantico, dove si viene a creare un fitto groviglio di isobare fra la profonda depressione extratropicale oceanica, proveniente dalle coste di Terranova, e il promontorio anticiclonico azzorriano, disteso in modo zonale sull’Atlantico centro-settentrionale, con massimi barici al suolo posizionati fra i 30° e i 35° di latitudine nord.

10Ciò renderà il promontorio anticiclonico sub-tropicale stazionario sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo per almeno altri 6-7 giorni, mentre a latitudini più elevate il flusso perturbato principale comincerà ad ondularsi, con lo sviluppo e il veloce passaggio di onde planetarie (“onde di Rossby”) sempre più ampie che dall’Atlantico settentrionale si muoveranno verso l’Europa centro-occidentale, incrementando i tanto invocati flussi di calore lungo i meridiani capaci di spingersi fin sulle latitudini polari, creando importanti “forcing” troposferici, con conseguenti erezioni verso le alte latitudini degli anticicloni oceanici, in grado di poter disturbare e far scivolare di latitudine il vortice polare troposferico. Insomma, lo sviluppo di questi flussi di calore lungo le “creste” di queste onde planetarie, in uscita dal nord America, potranno scavare interessanti manovre bariche che favoriranno l’avvento di brevi ma significative ondate di freddo verso la fascia temperata entro l’ultima decade di Dicembre, nel pieno periodo natalizio.