Previsioni Meteo, dopo l’anticiclone di Natale grosse novità per Capodanno: nucleo di aria gelida “retrogrado” alla deriva sul vecchio continente

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Iniziano a delinearsi importanti novità per la fine dell’anno e l’inizio del 2016, aria molto fredda artica continentale in movimento verso Balcani e Mediterraneo. Le Previsioni Meteo per i prossimi giorni

Se il Natale e il giorno di Santo Stefano trascorreranno all’insegna dell’alta pressione e del bel tempo, salvo le solite nebbie da irraggiamento in sviluppo nelle prime ore del giorno sulle pianure e le valli del centro-nord e qualche nube alta e stratificata sulla Sicilia, gli ultimi giorni del 2015 e l’inizio del 2016 rischiano di essere condizionati da un importante cambio della circolazione atmosferica. Del resto, come vi avevo già preannunciato nei giorni scorsi, finalmente si sta per aprire una finestra temporale favorevole all’avvento delle prime grandi colate di aria fredda, o anche gelida, fin verso i paesi dell’Europa orientale e parte del mar Mediterraneo. Il nuovo riassetto del vortice polare troposferico in sede Artica, con la temporanea diminuzione degli indici “NAO” e “AO”, negli ultimi giorni del 2015 favorirà una temporanea “meridianizzazione” del flusso perturbato principale che scorre al traverso dell’Europa centro-orientale. In particolare subito dopo il giorno di Santo Stefano il flusso perturbato principale guadagnerà terreno verso latitudini più meridionali, rallentando temporaneamente, con il conseguente sviluppo di grandi ondulazioni troposferiche (“onde di Rossby”) che andranno a plasmare il flusso sinottico sul vecchio continente, verso una intensificazione degli scambi lungo i meridiani.

plot002_f96Questo nuovo cambiamento in seno alla circolazione atmosferica dovrebbe, proprio a fine anno, alimentare una erezione verso la penisola Scandinava dell’anticiclone dinamico europeo, favorendo poco più ad est l’apertura di “canali di aria fredda”, con la tracimazione delle masse d’aria gelide d’estrazione artica continentale che da settimane stazionano sopra le latitudini artiche, tra l’Artico norvegese, la Lapponia e le coste artiche russe, dove si è accumulato un vastissimo “serbatoio di aria gelida”, caratterizzato da valori che scendono sotto i -22°C -24°C alla quota isobarica di 850 hpa (circa 1200 metri dati i geopotenziali molto bassi). Con l’ondulazione del flusso perturbato principale che entra dal nord Atlantico e l’incremento dei flussi di calore nei medi e bassi strati, che cavalcano la parte ascendente delle “onde di Rossby” buona parte di questo vasto “serbatoio di aria gelida” accumulato sull’Artico norvegese e il mare di Barents, entro fine anno, ma soprattutto nei primi giorni del 2016, rischia di scivolare gradualmente in direzione del bassopiano Sarmatico, dove il gelo irromperà di colpo provocando un brusco calo termico, e delle Repubbliche Baltiche, Bielorussia e Ucraina, con l’arrivo di un nocciolo di aria particolarmente fredda a 850 hpa, con isoterme prossime ai -14°C -16°C.

La massa di aria molto gelida accumulata in questi giorni sopra l'Artico
La massa di aria molto gelida accumulata in questi giorni sopra l’Artico

Nel corso del periodo di Capodanno, a cavallo fra il 31 Dicembre 2015 e il 2 Gennaio 2016, parte di questa massa di aria molto fredda rischia di piombare sulle pianure e i bassopiani dell’Europa orientale, muovendosi lungo il margine più orientale del blocco anticiclonico che nel frattempo si verrà a costruire al traverso della Scandinavia, con il probabile isolamento di un anticiclone dinamico (Scand+), con massimi molto elevati, che potranno superare i 1045 hpa al suolo, mentre in quota si isoleranno dei massimi di geopotenziale (nucleo aria calda e secca a 500 hpa) che contribuiranno a imprimere una vasta circolazione anticiclonica (oraria), in grado di aspirare e pilotare queste masse d’aria molto fredde, imprimendogli un moto “retrogrado”, prevalentemente da NE. In poche parole entro fine anno molti paesi dell’est Europa, dopo il clima mite e l’assenza di neve, si troveranno a fare i conti con il ritorno del gran freddo e persino del gelo. Riguardo la traiettoria, ma anche l’intensità, del nucleo freddo “retrogrado”, pronto ad andare alla deriva sul vecchio continente, ancora pero rimangono diverse incertezze. Specie in merito alle possibilità che la massa d’aria gelida possa riuscire a raggiungere i Balcani e la Grecia, sfondando in un secondo momento pure sui nostri mari più meridionali e l’Adriatico, con un interessamento del territorio nazionale.

La massa di aria gelida pronta a muoversi in moto "retrogrado" verso i Balcani
La massa di aria gelida pronta a muoversi in moto “retrogrado” verso i Balcani

Data la distanza temporale, ben oltre le 140 ore, la predicibilità rimane molto bassa. Anche se i principali centri di calcolo internazionali cominciano a prefigurare un considerevole raffreddamento in buona parte del territorio europeo, con un interessamento anche delle nostre regioni adriatiche e meridionali, le quali potrebbero beneficiare più in là di possibili “retrogressioni” dai Balcani, sotto l’attivazione di flussi orientali secondari pronti a scorrere lungo il margine meridionale dell’anticiclone scandinavo. Insomma tanto freddo che potrebbe raggiungere, in parte, pure il nostro paese. Ancora è troppo presto entrare nel dettaglio di una configurazione in fase di sviluppo. Ma di certo c’è che qualcosa di importante comincia a bollire in pentola, anche se l’atmosfera continua e continuerà a rimanere “indecisa”, propinandoci diverse soluzioni. Non resta che attendere gli sviluppi con i prossimi aggiornamenti dei grandi centri di calcolo internazionali.