Salute: polline di ulivo e betulle dannoso anche per chi non soffre di allergie

Il polline di ulivo e betulle è dannoso anche per chi non soffre di allergie

Allergici o no, il polline di ulivo e betulle raggiungono facilmente le mucose respiratorie. Anche per graminacee come avena, mais e grano l’esito non è diverso. Invece, per ciò che riguarda piante entomofile riduce la sensibilizzazione di circa 10 volte. A confermare la notizia, è una task force sui cambiamenti climatici e ambientali organizzata dalla Siaaic- Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica. Il decalogo sui vegetali redatto, indica quali siano le piante da piantare che difendono la nostra salute. Durante Highlights, il congresso degli allergologi svolto a Genova, è stato spiegato che “abbiamo   elaborato questo decalogo, in cui vengono fissati i punti principali da implementare da parte delle amministrazioni comunali nel momento in cui progettano le aree di verde pubblico. Per le persone più sensibili i vantaggi saranno immediati grazie alla riduzione di piante allergizzanti nei parchi pubblici; a trarne un sicuro beneficio saranno poi le generazioni future, poiché si ridurrà la sensibilizzazione a queste piante particolarmente allergizzanti“, spiega Vincenzo Patella. Il presidente Siaaic, Giorgio Walter Canonica rincara dicendo che “la problematica va esaminata alla radice, con delle logiche di responsabilità per quanto riguarda anche il riscaldamento globale. Altrimenti si rischia di andare incontro a una nuova decuplicazione di quanto già visto, con grosso impatto per chi soffre di problematiche cardio-respiratorie, oltre a tutta la salute dell’organismo, perché si aumentano gli agenti patogeni“.Quali sono quindi le dieci regole? Prima di tutto preferire piante entomofile, che utilizzano gli insetti per l’impollinazione; piantare alberi e arbusti che fioriscono in estate, effettuare la potature delle siepi prima della fioritura; falciare i prati, seguire il calendario pollinico, diserbare le aeree endemiche per l’ambrosia, programmare la falciatura del verde nelle ore notturne o nelle giornate poco ventilate, bonificare i luoghi con specie arboree e, infine, consultare le mappe per monitorare le concentrazioni dei pollini.