E’ stata catturata in Sardegna la vedova nera mediterranea, un rarissimo ragno velenoso
E’ stato ritrovato l’unico e rarissimo ragno velenoso della Sardegna. La Malmigatta Latrodectus tredecimguttatus, noto come la vedova nera mediterranea o Argia, è stata avvistata nelle ultime settimane, nel sud della Sardegna e in Ogliastra. Questo particolare ragno appartiene alla famiglia Theridiidae, il cui morso può mettere in serio pericolo la vita degli esseri umani. Il ragno, secondo quanto detto dall’Adnkronos, è stato catturato venerdì scorso nelle campagne di San Gavino Monreale a 50 km da Cagliari, nell’azienda agricola dei fratelli Luca e Marco Sanno, in località Figu Niedda. L’agronomo Marco Sanna è autore del ritrovamento, infatti ha riconosciuto immediatamente l’animale grazie ad alcune caratteristiche fondamentali, tra cui le macchie rosse sul dorso. Dopo la cattura sono stati avvistati gli agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna. Il morso della femmina provoca, dopo 15 minuti, sudorazione, nausea, conati di vomito, febbre, cefalea, forti crampi addominali e nei casi più gravi perdita di sensi o anche morte. Quest’ultimo caso è molto raro e in Italia sono stati segnalati solo 4 possibili casi, due in provincia di Genova. Il morso risulta essere pericoloso per i bambini, gli anziani e gli adulti indeboliti da malattie. Per coloro che soffrono di allergia si può verificare uno shock anafilattico, come capita per altre punture di insetti. Il veleno contiene una tossina chiamata Latrotossina, che attacca il sistema nervoso. In Sardegna, si ha molta paura del morso di questo particolare ragno. Infatti, secondo le tradizioni popolari, coloro che sono vittima del morso sono predestinati a subire una possessione demoniaca, che richiede il ballo dell’Argia cioè un ballo, in cui il paziente è collocato in una fossa ed è ricoperto di letame. Intorno al paziente, ballano 21 donne divise in: nubili, sposate e vedove, che avranno il compito di far ridere il paziente alleviando le sue sofferenze. Appena il paziente ride si può confermare la sua guarigione.


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