Alcuni esperti affermano che nel momento in cui giudichiamo una azione siamo più propensi a ritenerla intenzionale in caso di errore e fortuita in caso di buona azione
Vi siete mai chiesti perchè siamo più propensi a ritenere un errore come intenzionale, mentre una buona azione no? Bene, anche i ricercatori della Duke University lo hanno fatto e hanno elaborato uno studio, pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” che è stato “il primo a utilizzare strumenti della neuroscienza per cercare di spiegare perché le persone tendono a giudicare le azioni negative come intenzionali, mentre le positive come fortuite“, sottolinea l’autore Lawrence Ngo. Lo studio ha richiesto l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale e l’analisi dell’attività del cervello delle persone mentre si presentano diversi scenari astratti. Dallo studio è emerso che, nel caso in cui si presentino azioni negative, le persone attivano una parte del loro cervello coinvolto nell’elaborazione delle emozioni che prende il nome di amidgala, che elabora sensazioni negative. Mentre, per azioni positive questa è meno probabile che si attivi.


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