Sigmund Freud e la psicanalisi: la teoria dell’inconscio compie 100 anni

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“I casi descritti da Freud rimangono attuali: oggi le storie raccontate dai pazienti si possono certamente differenziare, ma i conflitti e le vicissitudini più profonde dell’individuo non sono cambiate”

Sono trascorsi ben 100 anni da quando Sigmund Freud ha espresso le sue teorie sull’inconscio nello scritto Metapsicologia: secondo la teoria, nell’inconscio risiedono pulsioni e contenuti rimossi i quali condizionano i comportamenti degli individui senza che ne siano consapevoli. Freud paragonò la nostra psiche a un iceberg: la parte che affiora in superficie è la parte conscia, mentre la parte sommersa, nascosta, è inconscia. “L’inconscio è il concetto centrale della psicoanalisi. Freud ha gettato le basi per una scienza che continua a esplorare, evolvendosi, le relazioni della coscienza con l’inconscio, quelle tra il mondo interno e il mondo esterno dell’individuo,” illustra Elisabetta Marchiori, psichiatra e membro della Società Psicoanalitica Italiana. “I casi descritti da Freud rimangono attuali: oggi le storie raccontate dai pazienti, il disagio psichico, si possono certamente differenziare, ma i conflitti e le vicissitudini più profonde dell’individuo non sono cambiate“.