Sismicità delle Alpi: oggi due lievi scosse in provincia di Sondrio, tutti i rischi di un’area ritenuta “poco pericolosa”

Secondo l’EMSC le due scosse si sono verificate stamattina 31 chilometri a nord/est di Sondrio e 74 chilometri ad ovest di Trento

Due scosse di terremoto, la prima di magnitudo 1.6 alle 7,42 (ora italiana) e la seconda di magnitudo 1.7 alle 7,44 (ora italiana), si sono verificate nella provincia lombarda di Sondrio. L’epicentro delle scosse, secondo l’EMSC si è avuto a 31 chilometri a nord-est di Sondrio e a 74 chilometri ad ovest di Trento. Le scosse si sono prodotte rispettivamente a 7 e 10 km di profondità e non sono state avvertite dalla popolazione.

terremoti alpiL’area Alpina della Valtellina è una zona considerata a bassissimo rischio sismico, infatti, negli archivi storici, si possono contare rari eventi telllurici moderati, comunque tutti con una magnitudo inferiore a 4.9 della Scala Richter.

Ma le Alpi sono da considerarsi sismiche oppure no?

Come sappiamo le Alpi costituiscono la catena montuosa più importante dell’Europa situate nell’Europa centrale a cavallo dei confini di Italia, Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria, Slovenia e Ungheria. Essendo quindi così estese e comprendendo vari Paesi diventa impossibile generalizzare. Proprio per questo la catena è frazionata, sia in Italia che all’estero, in tanti sottogruppi, i quali racchiudono le vette più alte del continente centrale europeo.

Sismicita delle Alpi Sud Occidentali

Qualche giorno fa si parlava proprio della storia sismica delle Alpi Sud Occidentali e si era convenuto che fossero (e che sono) sicuramente esposte ad un rischio maggiore rispetto all’area della Valtellina, compresa nelle Alpi Centrali. Infatti, sul confine fra Liguria, Piemonte e la regione francese della Provenza, molte sono le testimonianze storiche di eventi anche intensi, causa, nel corso dei secoli, di gravi crolli e anche, purtroppo, di diverse vittime.

Sismicità delle Alpi Nord Occidentali

E’ ancora più interessante, percorrendo la catena da ovest verso est, la storia sismica delle Alpi Nord Occidentali.

Secondo la classificazione del nostro territorio, il versante italiano di questa porzione delle Alpi è da considerarsi a basso rischio sismico. Poco più a nord, invece, si hanno testimonianze di terremoti anche intensi, con epicentro a pochissimi chilometri dal confine con la Valle D’Aosta.

L’area del Vallese, infatti, situata nella zona sud-occidentale del territorio Svizzero, è da considerarsi soggetta ad eventi sismici molto intensi, capaci di produrre danni considerevoli anche ai comuni italiani più prossimi al confine.

Ricordiamo gli eventi più significativi

Il 9 Dicembre 1755 si verificò una violenta scossa di magnitudo 5.9 a Brig, Svizzera, solo 33 chilometri a NE di Domodossola, in Lombardia. Il terremoto provocòingenti danni non solo a Brig, ma anche a Visp e Naters. In territorio italiano la scossa causò alcuni danni a Milano: vi furono leggere lesioni nei muri e la caduta di comignoli in alcuni edifici; nel collegio di Brera si aprirono delle fenditure in un’aula; nelle abitazioni si rovesciarono mobili e caddero oggetti. La scossa fu avvertita molto fortemente anche a Novara e a Varese. Non si hanno notizie di vittime.

Il 25 Luglio 1855 un’altra forte scossa di magnitudo 5.8 si abbatte sulla Valle di Visp, causando ingenti danni ad edifici pubblici (specialmente alle chiese più vicine all’epicentro) e privati. Provocò il distaccamento di una grossa frana vicino a Sankt Niklaus. Provocò alcuni danni gravi anche nelle zone alpine della Val d’Ossola e della Val d’Aosta. Un uomo, proprio in Valle d’Aosta, precipitò da una roccia e perse la vita.

Il 29 Aprile 1905 un terremoto di magnitudo 5.7 colpisce il confine fra Svizzera, Francia e Valle d’Aosta, a soli 25 chilometri a nord-est di Courmayeur. Martigny fu il paese svizzero più colpito, dove si verificarono gravi crolli e lesioni. Solo lievi danni e piccole crepe nelle zone italiane che hanno risentito della potenza delle onde sismiche.

Il 25 Gennaio 1946, nell’immediato dopoguerra, vi fu una violenta scossa di magnitudo 6.1 con epicentro fra Sion e Leuk, che interruppe il traffico ferroviario e provocò il panico generale nella Valle del Rodano. Vi furono molti danni nel Vallese e il sisma fu percepito in molte zone dell’Europa centrale e del nord Italia. Fortunatamente non vi fu nessuna vittima.

 Sismicità nelle Alpi Centrali

Le Alpi Centrali, come dicevamo, sono considerate a bassissimo rischio sismico sul versante italiano, per via della scarsità di eventi verificatisi nel tempo. Mentre, invece, il versante svizzero può essere considerato a rischio moderato, in particolare le Alpi Glaronesi e Grigioni.

Ricordiamo gli eventi più significativi

Il 3 Settembre 1295 si verifica un terremoto di magnitudo 5.8.

Per via della sua datazione è difficile ricostruire con coerenza gli avvenimenti, quindi non si hanno notizie certe di danni o vittime.

L’8 Settembre 1601 una violenta scossa di magnitudo 6.0 colpisce la città di Engelberg, provocandonotevoli danni in diverse aree della Svizzera centro-meridionale.

Il 20 Aprile 1796 un altro forte terremoto di magnitudo 6.0 scuote la zona a nord delle Alpi Glaronesi e provoca danni anche nell’ovest del Liechtenstein.

Sismicità nelle Prealpi Centro Orientali

In questo settore alpino italiano le cose si complicano, poiché si trovano dei segmenti di faglie attive che possono dare origine a terremoti anche di intensità considerevole, soprattutto nelle prealpi bresciane in Lombardia, del veronese e del trevigiano in Veneto.

Ricordiamo gli eventi più significativi

L’evento più remoto risale al 778, quando un forte sisma colpì la città di Treviso, uccidendo migliaia di persone.

Un altro terremoto antico che fa discutere è quello del 1046. I dati infatti non sono certi; alcuni studi lo collocherebbero in una zona imprecisata nella Media Valle dell’Adige, che comprende il vasto territorio fra Salorno (20 km a nord di Trento) e la Chiusa di Ceraino. Molto probabilmente il sisma si è verificato sul confine fra il basso trentino e l’alto veronese. Si riportano testimonianze frammentarie di danni gravi e il crollo totale di 30 castelli. Secondo alcune informazioni il terremoto avrebbe causato la morte di centinaia di persone in diversi villaggi.

Il 3 Gennaio del 1117 un tremendo terremoto di magnitudo (stimata) intorno a 6.5 funestò l’intero nord Italia. L’epicentro del sisma fu a Oppeano.

La scossa causò danni e devastazioni non solo a Verona, ma anche a Pavia, Mantova, Padova, Milano, Brescia e, con molte probabilità, anche Trento. Le vittime furono 30 mila.

Il 25 Dicembre del 1222 si verificò un violento sisma di magnitudo 6.1 a Brescia. Il terremoto sembra aver provocato gravi danni nella città e un numero indefinito di morti nella provincia lombarda e nel vicino veronese.

Il 25 Febbraio 1695 una scossa di magnitudo 6.6, la più forte avvenuta in Veneto, colpì Asolo, a sud del Monte Grappa. Studi moderni confermano l’elevata gravità dei danni causati dal terremoto, attestando l’intensità a IX-X° (MCS). Parecchie furono le vittime.

Sismicità nelle Alpi Sud-Orientali

Questo settore, secondo la classificazione sismica del nostro territorio, è quello più soggetto ad eventi di forte intensità, capaci di generare immensi danni al patrimonio architettonico e mietere vittime. Le aree più interessate sono quelle occupate dalle Alpi Giulie, Alpi Carniche, quelle di Tolmezzo e il gruppo dolomitico della Schiara, quindi il Friuli Venezia-Giulia e l’alto Veneto.

Ricordiamo gli eventi più significativi

Il 25 Gennaio 1348 un violentissimo terremoto di magnitudo 6.7 colpì Clauzetto in provincia di Pordenone, poco distante dal confine sloveno e uccise migliaia di persone, producendo danni in città anche molto lontane, fra cui Firenze e persino Roma.

Il 26 Marzo 1511 un’altra potente scossa di magnitudo 6.5 distrusse interi paesi situati nelle Alpi Giulie e Carniche. Il sisma produsse enormi danni agli edifici del Friuli, del Veneto e della Slovenia, uccidendo circa 10.000 persone.

Il 12 Marzo 1873 un violento sisma interessò la provincia di Belluno, distruggendo molti edifici storici della città alpina e uccidendo decine e decine di eprsone, anche nel trevigiano.

Il 14 Aprile 1895 un terremoto di magnitudo 6.3 a soli 10 chilometri da Lubiana produsse gravi danni nella zona. Fu il più distruttivomai abbatutosi nell’area. Non vi furono vittime.

Il 6 Maggio 1976 il violentissimo terremoto di magnitudo 6.4 colpì Gemona del Friuli, uccidendo 989 persone, solo in territorio italiano e provocando danni e vittime anche in suolo sloveno.

Sismicità nelle Alpi Nord Orientali

Il confine fra Austria e Germania del sud è zona alpina a bassissimo rischio sismico, con pochissimi eventi inferiori a magnitudo 5.0, mentre l’Austria centro-meridionale è zona ad alto rischio sismico, dove si sono verificati, in tempi storici, numerosi eventipari o superiori al sesto grado della scala Richter.

Ricordiamo gli eventi più significativi

Il 4 Maggio 1201 un forte terremoto di magnitudo 6.0 scuote Steiermark e crea dei danni notevoli nella zona centro-meridionale dell’Austria.

Il 24 Gennaio 1556 una violentissima scossa di terremoto di magnitudo 6.6 si verificò in Stiria. Distrusse anche alcuni paesi del nord della Slovenia. Numerose le vittime.

Il 4 Dicembre 1690 un terremoto di magnitudo 6.0 distrusse Kaernten, al confine con Italia e Slovenia.

Quindi possiamo concludere dicendo che le zone a più elevato rischio sismico della catena montuosa più grande d’Europa sono le Alpi Orientali, che detengono il maggior numero di eventi e di vittime, sia sui versanti italiani che esteri.