Nella città bosniaca il livello di polveri sottili per metro cubo ha raggiunto i 300 microgrammi
Anche Sarajevo non è immune dall’inquinamento e oggi ha raggiunto livelli preoccupanti, a causa innanzitutto dell’uso di combustibili solidi per il riscaldamento e l’utilizzo di migliaia di vecchie automobili, che usano sistemi al di sotto degli standard Euro 3. Da vari giorni – riferiscono i media – la capitale bosniaca, posta in una vallata circondata da montagne, e’ sotto una densa cappa di smog, con una scarsa circolazione dell’aria. E’ di ieri la notizia che le stazioni di monitoraggio hanno rilevato nell’aria una concentrazione di 300 microgrammi di polveri nocive per metro cubo, rispetto al limite standard previsto dalla Ue, che e’ di 25 microgrammi per metro cubo.
Le autorita’ locali hanno quindi diffuso oggi una messa in guardia ai cittadini, che sono stati invitati a restare in casa o a indossare per strada le apposite mascherine anti-smog. Tutte le fabbriche che fanno uso di combustibili solidi dovranno invece ridurre l’attivita’ produttiva e le temperature dei riscaldamenti di tre gradi centigradi. Ma il problema in Bosnia si riscontra anche in altre città come Tuzla e Zenica.


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