“Dobbiamo dire no allo smog e curare l’aria di Roma, per farlo bisogna continuare con le targhe alterne ma prendendo anche provvedimenti strutturali più determinanti”
Gli attivisti di Legambiente questa mattina si sono ritrovati sotto Castel Sant’Angelo per esporre lo striscione gigante “No allo smog“, nel giorno in cui i superamenti di PM10 a Roma sono diventati complessivamente di piu’ di quelli in ognuno degli ultimi 4 anni. Dall’inizio 2015 ben 56 giorni di superamento della peggior centralina di monitoraggio a Cinecitta’, con un picco di 110 µg/mc di PM10 lo scorso 17 dicembre, sono addirittura 378 i superamenti complessivi delle 13 centraline al 22 dicembre. Un allarme che pare non voler diminuire. “Dobbiamo dire no allo smog e curare l’aria di Roma, per farlo bisogna continuare con le targhe alterne ma prendendo anche provvedimenti strutturali piu’ determinanti – spiega Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – Non sono di certo le targhe alterne la cura, ma guai a dire che non servono visto che evitano emissioni inquinanti dirette, vanno anzi applicate con continuita’. Oggi pero’ nella capitale sono necessarie scelte piu’ determinate e immediate, dai blocchi del traffico totali all’allargamento della ztl, dal rilancio dei mezzi pubblici a quello di car-sharing e ciclabilita’; per farlo, il commissario Tronca ha a disposizione strumenti gia’ discussi con i cittadini e approvati dall’aula consiliare come il Piano generale del traffico urbano che prevede la chiusura del centro alle auto, con bonus di ingresso sul modello milanese, l’ampliamento della ZTL, la realizzazione di corsie preferenziali“.
“Poi va attuato il piano urbano della ciclabilita’, rimasto lettera morta dopo l’approvazione, cosi’ come va recepito e realizzato il Grab (Grande Raccordo Anulare delle Biciclette) la cui realizzazione sarebbe anche finanziata dalla legge di stabilita’ nazionale – conclude Scacchi – Dopo le troppe voci che hanno definito le targhe alterne inutili, noi torniamo ad affermarne l’utilita’ ma anche l’indispensabile necessita’ di iniziative piu’ forti e durature, per ridare a Roma l’incanto di cui e’ stata sinonimo nei secoli e costruire un futuro di citta’ a misura d’uomo e di bambino“.


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