Toxoplasma gondii: scoperto come eliminare il parassita che causa anche schizofrenia

Lo studio apre la strada allo sviluppo di un vaccino per prevenire nelle donne incinte l’infezione del parassita, che aggrava il rischio di aborto involontario e di gravi difetti del bambino alla nascita

Gli scienziati hanno individuato il modo per sopprimere un comune parassita trasmesso dai gatti, trasmissibile anche attraverso il cibo crudo o poco cotto, e pericoloso soprattutto per le donne in gravidanza. Il Toxoplasma gondii può sopravvivere per decenni nell’organismo umano senza dare alcun sintomo e può diventare un fattore di rischio per lo sviluppo di alcune malattie mentali, come la schizofrenia. Gli studiosi del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research, di Melbourne, hanno osservato come il Toxoplasma gondii, causa della Toxoplasmosi, accumula nutrimento che gli dà una fonte di energia da cui attingere per decenni. La ricerca rivela anche il modo in cui il parassita può modificare cellule cerebrali, causando così malattie mentali. I risultati, pubblicati sulla rivista Cell Host and Microbe, aprono la strada allo sviluppo di un vaccino per prevenire nelle donne incinte l’infezione del parassita, che aggrava il rischio di aborto involontario e di gravi difetti del bambino alla nascita.

Inoltre la scoperta potrà avere implicazioni per il trattamento di malattie mentali come il disturbo bipolare e aprire la strada a terapie farmaceutiche per soggetti che presentano un sistema immunitario compromesso, come i malati di Hiv e di cancro. Con un processo assimilato nello studio a quello degli animali che si preparano al letargo, il Toxoplasma accumula grandi quantità di amido per quando è dormiente, e si va a “depositare” in cellule del cervello, del cuore, dei polmoni o dei muscoli, eludendo così il sistema immunitario. Nelle persone con sistema immunitario soppresso come i pazienti di cancro, può essere riattivato e portare a lesioni neurologiche e anche alla morte. Gli studiosi sono riuscita ad individuare il percorso con cui le proteine create dal parassita vengono trasferite nella cellula che lo ospita. “L’implicazione è che possiamo usare il percorso per vedere se le proteine del parassita cambiano il comportamento delle cellule del cervello e se svolgono un ruolo nello sviluppo delle malattie mentali”, spiega il coordinatore della ricerca, l’immunologo Chris Tonkin. Il prossimo passo sarà quello di cercare di bloccare il sistema di trasporto, attraverso la messa a punto di un vaccino che impedisca la trasmissione del parassita dai gatti all’uomo.