Grazie ad una nuova tecnica sarà possibile effettuare maggiori controlli e smascherare le contraffazioni che riguardano l’olio d’oliva aiutando così i produttori
Da qualche tempo si sente spesso parlare di contraffazioni e frodi sull’olio d’oliva, basti pensare allo scandalo avvenuto in Italia che ha coinvolto sette grandi marchi produttrici sospettati di avere venduto olio extravergine con difetti organolettici che lo vedrebbero declassato come olio vergine.
Davanti questo problema si è ricorsi così alla scienza, e grazie alle avanzate tecniche di indagine come la Spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare (NMR) oggi sarà possibile scoprire la reale identità dell’olio di oliva e smascherare così le frodi.
In occasione della Giornata Nazionale dell’Extravergine Italiano, organizzata ieri dalla Coldiretti, è stato infatti possibile esaminare parte dell’attrezzatura che compone la sofisticata tecnologica messa a punto dal gruppo di ricerca del laboratorio di Chimica Generale ed Inorganica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università di Lecce, guidato dal Prof. Francesco Paolo Fanizzi che da anni si occupa della caratterizzazione di oli extravergine di oliva (blend e monovarietali).
Lo strumento utilizza in pratica la NMR, in combinazione con l’analisi statistica multivariata, avendo sia la cultivar sia la provenienza geografica come discriminante, permette di scoprire la reale identità dell’olio di oliva, smascherando così le contraffazioni.
In pratica, la Tac “fotografa” – spiega la Coldiretti – tutto quello che c’è all’interno dell’olio, creando un’immagine che viene quindi visualizzata su monitor. Il campione viene poi confrontato con quelli contenuti nel database di riferimento, dove sono presenti le differenti varietà di oli italiani, per capire se ha le stesse caratteristiche oppure no. Inoltre conoscendo sia la cultivar che la provenienza geografica sarà possibile oggi, avere un’analisi molto approfondita del prodotto in base alla propria origine geografica, con risultati accettabili sia per oli caratterizzati fenotipicamente che per oli prodotti con l’utilizzo di micromolitore e corredati da un accurato esame del genotipo.
Un ulteriore aiuto questo ai tanti produttori impegnati nella lotta alla contraffazione che da diversi anni portano avanti per garantire la trasparenza dell’olio “Made in Italy”, che accanto alle analisi convenzionali di legge che definiscono la qualità di un olio di oliva, potranno così utilizzare la Spettroscopia di Risonanza Magnetica Nucleare e la Spettrometria di Massa Isotopica (IRMS).


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